Sanità pugliese, Nocco (FdI): «Il PD scarica responsabilità, ma il disastro è frutto di vent’anni di gestione fallimentare»

La senatrice di Fratelli d’Italia replica agli attacchi dem al sottosegretario Gemmato: «I cittadini conoscono bene i disservizi, il Governo Meloni ha portato più risorse al Sud, ma la Regione non sa trasformarle in servizi». Sullo sfondo la sfida per le regionali, dove la sanità diventa terreno centrale di confronto tra i candidati presidenti

La polemica sulla sanità pugliese si accende in piena campagna elettorale. Dopo le critiche rivolte dai deputati dem Ubaldo Pagano, Claudio Stefanazzi e Marco Lacarra al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, interviene la senatrice Maria Nocco di Fratelli d’Italia, che ribalta le accuse.

«L’attacco del PD è un maldestro tentativo di scaricare sul Governo le gravi responsabilità di una gestione regionale della sanità che da oltre vent’anni produce ritardi, disservizi e sofferenze per i cittadini», afferma Nocco. «Forse i parlamentari dem dovrebbero chiedere direttamente ai pugliesi quanto tempo occorra per una visita specialistica, un’indagine diagnostica o un intervento chirurgico. Le risposte parlerebbero da sole».

La senatrice rivendica i risultati ottenuti dal Governo Meloni sul riparto del Fondo sanitario nazionale: «Abbiamo introdotto criteri più equi grazie al coefficiente di deprivazione, a vantaggio delle regioni meridionali. Solo nel biennio 2023-2024 al Sud sono arrivati oltre 450 milioni di euro in più, di cui 92,5 milioni alla Puglia, oltre a circa 10 milioni dal nuovo sistema di payback farmaceutico».

Secondo Nocco, senza queste riforme la Puglia non avrebbe potuto beneficiare di risorse aggiuntive. «È surreale che il PD accusi Gemmato, che si è speso in prima persona per garantire attenzione e finanziamenti alla sanità pugliese. Se oggi i problemi persistono, è perché la Regione fatica a trasformare le risorse disponibili in servizi efficienti».

La senatrice conclude: «Il Governo continuerà a fare la sua parte assicurando risorse, strumenti e personale. Ma ora spetta alla Regione dimostrare di saper affrontare le sfide ancora aperte, nell’interesse esclusivo dei cittadini. La propaganda non cura i pazienti: servono fatti, non accuse pretestuose».

Con la campagna elettorale ormai nel vivo, la sanità si conferma terreno decisivo: i candidati alla presidenza della Regione, da Decaro e Vendola per il centrosinistra fino a Gemmato e D’Attis per il centrodestra, saranno chiamati a presentare proposte credibili su tempi di attesa, qualità dei servizi e gestione delle risorse.

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