«Pur non essendo questa la sede dove effettuare valutazioni di tipo tecnico-giuridico, appare chiaro ed ineluttabile come la “risposta istituzionale” debba essere congrua ed aderente alla realtà e finalizzata a disincentivare tali, gravissimi, comportamenti anti-giuridici» dice Leobono
«Il quesito non era “se”, ma “quando” si sarebbe verificata l’ennesima aggressione fisica ad un appartenente alle Forze di Polizia. Ed eccoci qui! Ancora una volta ad analizzare e discutere sull’argomento. L’evento – l’aggressione in danno di un Carabiniere intervenuto, nel tardo pomeriggio di ieri, per sedare una lite nel comune di Locorotondo – delegittima ancora una volta l’attività degli operatori di Polizia. Quanto accaduto, risoltosi con un deferimento in stato di libertà (a quanto si apprende su ordine dell’A.G.) oltre ad essere frustrante, è un vero e proprio attacco allo Stato.»
Così Natalino Leobono, segretario generale regionale aggiunto Puglia del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC).
«Pur non essendo questa la sede dove effettuare valutazioni di tipo tecnico-giuridico, appare chiaro ed ineluttabile come la “risposta istituzionale” debba essere congrua ed aderente alla realtà e finalizzata a disincentivare tali, gravissimi, comportamenti anti-giuridici. Pertanto chiediamo, a gran voce, maggiore tutela nei confronti degli operatori di polizia in quanto questi eventi non devono mai essere considerati di lieve entità.
Tali considerazioni, che non hanno in animo alcun tentativo di inquinare la serenità del giudizio, tendono a fornire una chiave di lettura reale ed attuale in favore del decisore politico e dell’opinione pubblica in relazione alle condizioni in cui le Forze di Polizia si trovano ad agire nel quotidiano; scevre da qualsivoglia forma di rivendicazione corporativa ma – conclude – esclusivamente per la tutela degli strumenti atti a garantire la sicurezza dei cittadini.»








