Dalla parte della Streusa, pensieri e parole fuori dal coro. Rubrica femminista, libera e onesta di Pamela Pancosta – Ricongiungimenti impossibili per Natale, costi proibitivi per i collegamenti verso il Sud. I fuorisede in alternativa potranno optare per un viaggio alle Maldive piuttosto che Brindisi o Catania
Ricongiungimenti impossibili per Natale, costi proibitivi per i collegamenti verso il Sud. I fuorisede in alternativa potranno optare per un viaggio alle Maldive piuttosto che Brindisi o Catania.
Il Natale in arrivo verrà ricordato per diverse cose, soprattutto da chi sa fare i conti con la propria coscienza e possiede la capacità di guardare oltre il perimetro del proprio orticello.
Rimarrà a memoria in particolare a chi è lontano dalla propria famiglia, in Italia, per motivi sicuramente meno drammatici rispetto a chi vive in altre parti mondo, ma ci sarà poco da festeggiare.
Niente clamore, rumore e colore tipici del nostro Sud, il pieno di parenti, leccornie di ogni tipo, moke posate a profusione sui fornelli, pacche sulla schiena, scambi di regali inutili e la ripetizione convulsa del “mo’ quando te ne vai?”. Che poi nessuno hai mai capito si tratti di una cosa davvero carina da chiedere oppure no.
Tutto rimandato, forse, al prossimo anno. Per le prossime festività, come per molte altre in passato, sarà difficilissimo raggiungere casa per chi vive al Nord o a Centro Italia, a meno di scegliere un viaggio lungo e faticoso in auto e tenendo conto anche di pedaggi e carburante da pagare.
Per chi non avesse potuto prenotare con largo anticipo aerei, treni e perfino pullman ad oggi rinunciano causa impennate sbalorditive, si parla addirittura di aumenti fino al 900% dei prezzi su alcune tratte.
Penalizzate le destinazioni del meridione, ça va sans dire, in particolare le isole. Costa meno partire per mete esotiche, dall’altro capo del mondo. Federconsumi ha programmato un sit in di protesta all’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo, mentre la community Inchiostro di Puglia ha organizzato la Corriera di Natale che intraprenderà il viaggio al contrario partendo da Noci con arrivo a Milano e che permetterà a cinquanta genitori di raggiungere i figli bloccati al Nord dal caro biglietti. Per il viaggio di ritorno accompagnerà altrettanti giovani a casa per Natale. Iniziative meravigliose, sporadiche e purtroppo insufficienti.
Dai “piani alti” nessun controllo nonostante le indagini dell’Antitrust, men che meno iniziative di regolamentazione di un mercato, quello dei trasporti, già piuttosto critico nel nostro Paese.
Il focus è portare avanti la battaglia contro la Corte dei Conti per l’approvazione del progetto del ponte sullo stretto di Messina. Poco importa quanto siano fatiscenti le condizioni della rete stradale o l’assenza di collegamenti validi in diverse località sparse tra Sicilia e Calabria e in generale in buona parte d’Italia dalla Lombardia in giù.
Nel frattempo la Spagna ha annunciato un nuovo abbonamento mensile del costo di sessanta euro per viaggiare in tutto il paese sui mezzi pubblici. Trasporti sostenibili, inclusivi, che incidono sul miglioramento della qualità di vita nelle città e ulteriore incentivo all’economia dopo l’introduzione del salario minimo. Stesso programma attivo con diverse modalità anche in Germania, Svizzera, Ungheria e Portogallo.
Ma veniamo a noi: per la sola città di Roma l’abbonamento mensile ai mezzi collettivi di trasporto costa trentacinque euro, a Bologna trentanove, a Napoli quasi trentotto. Impensabile qualsiasi tipo di paragone con i cugini iberici, figuriamoci con il resto d’Europa, anche perché ne usciremmo malissimo.
Basterebbe ragionare per priorità, convogliare energie e PNRR nella direzione giusta, modernizzando e rendendo più disponibile e fluido il sistema infrastrutturale, ma pare un compito troppo gravoso per chi di dovere. E continuiamo ad immaginare, qualcuno pure a sognare il lunghissimo ponte tra due regioni (e qui la mente vola alla meravigliosa esclamazione in tv di Ornella Vanoni di qualche tempo fa), sapendo potrebbe essere pure una buona idea se la viabilità nelle realtà attigue fosse adeguata alle esigenze della popolazione.
Si sentirà ancora parlare, almeno finché non daranno il via o bloccheranno per sempre l’inizio dei lavori di questa strepitosa opera edilizia, che manca di fondamenta ancor prima della posa della prima pietra.
I tanti costretti a spostarsi per studio, lavoro, necessità dovranno tribolare anche per un bel po’ prima di poter viaggiare comodi e in sicurezza verso casa a Natale, senza dover consumare tutta la tredicesima e tutta la pazienza, che pure quelle, da tempo, sono ridotte ai minimi termini.








