Colpo in banca da 15 milioni a Casale Monferrato, coinvolti anche tre ostunesi: sotto inchiesta 11 “specialisti”

La banda del buco in azione in Piemonte: un tunnel sotterraneo per svaligiare il caveau della filiale Banca Intesa-Sanpaolo di Casale Monferrato. La Procura di Vercelli accusa 11 persone, tra cui tre ostunesi, di aver orchestrato il maxi-furto e di aver tentato un secondo assalto nel 2021

Anche tre ostunesi tra gli indagati per il colpo da 15 milioni di euro messo a segno il 18 novembre 2023 ai danni della filiale Banca Intesa-Sanpaolo di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. L’inchiesta della Procura di Vercelli ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di undici presunti membri della “banda del buco”, un’organizzazione specializzata nei furti sotterranei che aveva già tentato un colpo simile, senza successo, tra gennaio e ottobre 2021.

Ieri mattina, la Procura ha disposto perquisizioni domiciliari e notificato 11 avvisi di garanzia. Tra i nomi spicca quello di Marco Scutto, 44enne napoletano di corso Amedeo di Savoia, difeso dall’avvocato Luigi Poziello e già noto alle forze dell’ordine per un precedente arresto con l’accusa di triplice tentato omicidio. Insieme a lui figurano i tre ostunesi: Giuseppe Semerano (30 anni), Francesco Saponaro (41 anni) e Angelo Laveneziana (38 anni).

Il piano della banda: un tunnel per il caveau

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la banda avrebbe pianificato il furto con estrema attenzione. L’operazione sarebbe iniziata con Mario Palma (56enne di Giugliano), che avrebbe affittato una cassetta di sicurezza all’interno della filiale per raccogliere informazioni utili. Semerano, Saponaro e Laveneziana avrebbero poi preso in affitto un locale in via Lanza, punto di partenza dello scavo sotterraneo che ha permesso ai ladri di entrare nel caveau e svuotare cassette di sicurezza contenenti denaro, gioielli e orologi di lusso.

Durante il raid, Marco Scutto avrebbe svolto la funzione di “palo”, monitorando l’area per evitare che la polizia potesse intervenire. Gennaro Russo (42 anni) e Giuseppe Russo (46 anni), invece, sarebbero stati i coordinatori dell’operazione. Il ruolo esecutivo sarebbe spettato a Gennaro Esposito (62 anni) e Giuseppe Esposito (57 anni), esperti nello scavo del tunnel. A furto avvenuto, il bottino sarebbe stato affidato ad Andrea Cerbone (40 anni), incaricato del trasporto e della ricettazione.

Il tentato furto del 2021 e le accuse

La Procura di Vercelli ha collegato alcuni dei membri della gang anche a un tentativo di furto avvenuto tra gennaio e ottobre 2021, sempre ai danni della stessa filiale e con lo stesso metodo del tunnel sotterraneo. In quell’occasione, per cause indipendenti dalla loro volontà, il colpo non andò a buon fine.

Al momento, per gli undici indagati non è stata emessa alcuna misura cautelare, ma l’inchiesta è ancora in corso. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato, fino alla ricettazione e alla detenzione di strumenti per lo scasso. La polizia sta cercando di individuare eventuali altri complici che potrebbero aver partecipato al raid o alla gestione del bottino.

Un’indagine complessa che punta a far luce su una delle rapine più clamorose degli ultimi anni, con una banda composta da professionisti del crimine che, grazie a un tunnel, sono riusciti a svanire nel nulla con un bottino da 15 milioni di euro.

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