IN PUNTA DI PENNA – L’EDITORIALE DI ALESSANDRO NARDELLI, DIRETTORE DI IN PUGLIA 24 – Una corsa elettorale senza slanci, segnata da equilibri già definiti e da un centrodestra rassegnato: nell’editoriale, l’invito finale a un voto consapevole e davvero accessibile per tutti
È stata una campagna elettorale debole. Molle nei toni, fiacca nei temi, prevedibile nelle scelte. Un confronto in cui nessuno ha davvero alzato l’asticella, quasi come se l’esito fosse già noto a tutti. E forse lo era.
Da un lato il centrosinistra, partito nettamente favorito nonostante le frizioni iniziali tra Antonio Decaro, Michele Emiliano e Nichi Vendola.
L’europarlamentare ha impostato da subito la sua narrazione sulla “discontinuità”, salvo poi ritrovarsi a incarnare la più tipica delle continuità: quella “nella discontinuità”, che profuma di democristianesimo d’antan.
Con Emiliano ha vinto il braccio di ferro, con Vendola no: l’ex Governatore è sceso in campo rivendicando il diritto di trainare AVS in questa competizione elettorale, cercando di ottenere quanti più seggi possibili in campagna elettorale. Se poi Vendola sceglierà di fare il Consigliere regionale o diventerà assessore lo si vedrà.
Sul piano della comunicazione, Decaro ha sfruttato la sua lunga esperienza politica. A tratti ha esagerato – l’uscita sugli “scappati di casa” rivolta ai suoi candidati resta una scivolata evitabile – ma la sensazione è che, forte del vantaggio nei sondaggi, abbia ritenuto di poter dire e fare un po’ quel che voleva. E “i suoi” gliel’hanno lasciato fare: tutti in silenzio, turandosi il naso, pur di arrivare al traguardo.
Dall’altro lato un centrodestra rassegnato, che ha ripiegato – convintamente o meno, difficile dirlo – su Luigi Lobuono, già alla guida della Fiera del Levante. Del resto, se non si è vinto cinque anni fa con un “pezzo da novanta” come Raffaele Fitto, quando la Puglia era davvero contendibile, come si poteva pretendere di farcela adesso, con un Decaro che arriva da oltre mezzo milione di preferenze alle europee?
Lobuono ha costruito una campagna più orientata agli slogan che ai contenuti. Ha accennato temi, senza approfondirli davvero. E ha affidato il colpo di teatro alle promesse: «200mila posti di lavoro», «Letizia Moratti alla Sanità». Legittimo in campagna elettorale, soprattutto quando la vittoria appare improbabile. Ma ho il sospetto che nemmeno lui ci creda fino in fondo.
E poi, un in bocca al lupo sincero ad Ada Donno e Sabino Mangano: candidarsi, oggi, significa ancora credere nella politica. Farla davvero, mettendoci la faccia e correndo il rischio dell’impopolarità.
I SONDAGGI PARLANO CHIARO
Le ultime rilevazioni – BiDiMedia, Ipsos, Noto, Swg – indicano un vantaggio molto ampio per Decaro: tra i 25 e i 30 punti percentuali. Il centrosinistra veleggia tra il 60 e il 65%, il centrodestra tra il 33 e il 37%. Una fotografia stabile, che segna una competizione chiusa ancor prima di cominciare.
Detto ciò, a chiunque siederà alla guida della Regione Puglia, una preghiera: non ragioni per “io” e “i miei”, ma per noi. Abbia il coraggio di costruire una Puglia di tutti, dialogante, anche con chi sceglierà di astenersi, perché per poter crescere ulteriormente e compiere nuovi passi in avanti, bisogna capire il perché del non voto.
E soprattutto rispetti le opposizioni, ascoltandole davvero. Negli ultimi cinque anni non sempre è accaduto.
UN ULTIMO APPELLO AL VOTO
Il mio appello finale è semplice: andiamo a votare. Scegliamo con coraggio, e responsabilità. Che sia un voto libero, consapevole e ragionato sui temi.
Un voto che, praticamente, sia accessibile a tutti, anche alle persone con disabilità, perché nessuno resti indietro. Purtroppo non tutte le strutture che ospitano le sezioni elettorali sono accessibili ai disabili, quindi come si fa?
Riflettiamo anche su questo, che, per molti sembra niente, ma per tanti, diventa una discriminazione.
Buon voto a tutti.







