Dopo il Consiglio dei Ministri del 10 marzo nessuna misura concreta per contrastare l’aumento di benzina e diesel. Il presidente Emilio Graziuso: necessario intervenire subito su accise e IVA per evitare nuovi pesanti effetti sulle famiglie italiane già colpite dal caro vita
Il caro carburante torna a pesare sulle tasche degli italiani e accende il dibattito sulle misure che il Governo potrebbe adottare per contenerne gli effetti. A lanciare l’allarme è l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, che denuncia l’assenza di interventi immediati dopo il Consiglio dei Ministri del 10 marzo, nel quale non sono state adottate misure specifiche per contrastare l’aumento di benzina e diesel.
A intervenire è il presidente dell’associazione, l’avvocato Emilio Graziuso, che evidenzia come il fenomeno rischi di aggravare ulteriormente la situazione economica delle famiglie già colpite dall’aumento del costo della vita, in particolare dei generi alimentari.
«I consumatori hanno bisogno di fatti concreti»
«I consumatori italiani hanno bisogno da parte del Governo di fatti concreti e non di parole e buoni propositi per chissà quando», afferma Graziuso commentando l’impennata dei prezzi del carburante registrata nelle ultime settimane.
Secondo l’associazione, quella in corso rappresenta una delle impennate più significative del costo di benzina e diesel nella storia recente del Paese, un aumento legato anche alle tensioni geopolitiche internazionali, in particolare al conflitto in Medio Oriente.
Tuttavia, secondo l’associazione dei consumatori, esistono margini di intervento immediato da parte del Governo.
Accise e IVA nel mirino
Il prezzo finale del carburante, ricorda Graziuso, è composto da tre elementi principali: il costo della materia prima, le accise e l’IVA.
Se sul prezzo industriale del carburante è più difficile intervenire nel breve periodo, diverso è il discorso per quanto riguarda accise e IVA, che rappresentano una quota significativa del prezzo finale.
«Il Governo potrebbe abbassare immediatamente e autonomamente le accise su benzina e diesel con conseguente diminuzione dell’IVA», sottolinea il presidente dell’associazione.
Una misura simile era stata adottata durante il Governo Draghi, quando la riduzione delle accise aveva generato un abbattimento immediato del prezzo alla pompa, con un risparmio stimato intorno al 30% per i consumatori.
Il rischio del doppio effetto sul caro vita
L’associazione mette inoltre in guardia da un possibile effetto domino sull’economia quotidiana delle famiglie.
L’aumento del costo del carburante potrebbe infatti tradursi non solo in maggiori spese per il rifornimento dei veicoli, ma anche in un aumento dei prezzi dei prodotti, soprattutto quelli trasportati su gomma.
«I consumatori potrebbero pagare due volte questi aumenti – conclude Graziuso – una prima volta alla pompa di benzina e una seconda volta quando acquistano beni di consumo, come i generi alimentari».
Le imprese, infatti, potrebbero trasferire sui prezzi finali dei prodotti il maggior costo del trasporto, contribuendo ad alimentare ulteriormente la spirale del caro vita.
Convocato il direttivo nazionale
Alla luce della situazione, per domani è stata convocata la riunione del consiglio direttivo nazionale dell’Associazione “Dalla Parte del Consumatore”, durante la quale verranno valutate possibili iniziative da intraprendere nell’interesse dei cittadini.
L’obiettivo è individuare azioni concrete per tutelare i consumatori italiani di fronte a un fenomeno che rischia di incidere sempre più pesantemente sull’economia delle famiglie.
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