Dal banco della chiesa ai pedinamenti in strada, fino al tentato investimento: il giudice ammette il rito abbreviato condizionato per la donna accusata di comportamenti ossessivi e minacciosi ai danni del parroco, mentre la vittima si costituisce parte civile
Un’ossessione nata tra le navate di una chiesa del basso Salento e degenerata, nel tempo, in una persecuzione sistematica che avrebbe stravolto la vita di un sacerdote. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta giudiziaria che vede imputata una donna di 52 anni, residente in un centro del sud della provincia di Lecce, finita a processo con l’accusa di stalking aggravato.
Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Lecce ha accolto la richiesta avanzata dalla difesa, disponendo il rito abbreviato condizionato all’esame dell’imputata, che ha scelto di rendere dichiarazioni in aula per fornire la propria versione dei fatti. Una decisione che apre formalmente la fase processuale di una vicenda iniziata, secondo l’accusa, nel settembre 2022.
Quella che in un primo momento poteva apparire come una devozione insistente si sarebbe progressivamente trasformata in un comportamento ossessivo. La donna, stando alla ricostruzione della procura, occupava abitualmente il primo banco durante le celebrazioni religiose, attirando l’attenzione del sacerdote con atteggiamenti e abbigliamento provocanti.
Fuori dalla parrocchia, però, il quadro si sarebbe aggravato. Pedinamenti ripetuti, appostamenti all’alba nei luoghi abitualmente frequentati dal sacerdote e una presenza costante anche nelle strade del paese avrebbero reso la situazione sempre più opprimente. Il punto di massima tensione sarebbe stato raggiunto nel dicembre 2024, quando la donna avrebbe tentato di investire il parroco con l’auto, urlandogli contro frasi minacciose.
Le conseguenze sulla vita della presunta vittima sarebbero state profonde. Il sacerdote, secondo quanto emerge dagli atti, avrebbe modificato radicalmente le proprie abitudini, evitando di uscire da solo e arrivando a chiudersi nei locali parrocchiali per timore di incursioni improvvise. «Il prezzo pagato in termini di serenità personale e libertà di movimento è stato altissimo», emerge dagli atti depositati.
Nonostante un ammonimento del questore notificato nel marzo 2025, i comportamenti contestati non si sarebbero interrotti, inducendo l’autorità giudiziaria a disporre una misura cautelare di divieto di avvicinamento, tuttora in vigore. Il sacerdote ha scelto di costituirsi parte civile nel procedimento, segnando un passaggio decisivo nella gestione pubblica della vicenda.
Ora sarà il processo, celebrato con rito abbreviato, a stabilire le responsabilità penali e i confini giuridici di una storia in cui fede, fragilità e ossessione si sono intrecciate in modo pericoloso, trasformando un luogo di spiritualità in l’origine di un incubo quotidiano.







