Istituzioni, imprese, università e mondo della cultura riuniti nel borgo serico per rileggere l’eredità della Real Colonia come modello avanzato di lavoro, diritti, welfare e parità di genere, capace ancora oggi di parlare al presente e di orientare il futuro
San Leucio apre ufficialmente l’Anno Leuciano, avviando le celebrazioni per il 250° anniversario della fondazione della comunità voluta da Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina d’Asburgo Lorena, considerata uno degli esperimenti sociali più avanzati del Settecento europeo. Un modello che seppe anticipare temi oggi centrali come il diritto al lavoro, l’istruzione diffusa, il welfare comunitario e l’uguaglianza tra uomini e donne, trasformando un’utopia illuminata in una realtà concreta e duratura.
L’inaugurazione si è svolta nel giorno dedicato a San Leucio vescovo, in un luogo fortemente simbolico: un ex edificio della tradizione serica affacciato su Piazza della Seta, oggi sede della Fondazione Orizzonti e attualmente in fase di recupero dopo anni di abbandono. Uno spazio che appartiene alla memoria produttiva del borgo e che diventa oggi il punto di partenza di un percorso di rigenerazione culturale, identitaria ed economica.
A moderare l’incontro è stato il giornalista Nicola Porro, che ha guidato il confronto tra istituzioni, mondo produttivo, università e cultura sul significato storico e sull’attualità del modello leuciano. Particolarmente significativa la presenza di due figure femminili chiamate a ricordare il primato mondiale di San Leucio nella concreta applicazione della parità di genere nel lavoro: Wanda Ferro, sottosegretaria al Ministero dell’Interno, e S.A.R. la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie.
La sottosegretaria ha sottolineato come l’Anno Leuciano non rappresenti una semplice celebrazione, ma un invito a riscoprire un’idea di società fondata sul lavoro, sul merito e sull’uguaglianza, capace di interrogare ancora oggi il Paese. La Principessa Beatrice di Borbone ha ricordato il valore umano e civile di San Leucio, definendolo non solo un luogo di produzione, ma una vera e propria idea di civiltà.
Alla giornata hanno preso parte anche Tommaso De Simone, presidente della Camera di Commercio di Caserta e vicepresidente nazionale di Unioncamere, Francesco Eriberto D’Ippolito, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, e Luigi Della Gatta, presidente di Confindustria Caserta, a testimonianza di un’alleanza ampia tra istituzioni, imprese e ricerca per fare del 2026 un anno di rilancio strutturale del territorio.
Lo storico Tommaso Tartaglione, membro del comitato scientifico della Fondazione Orizzonti, ha inquadrato il significato della ricorrenza ripercorrendo alcuni passaggi chiave della storia della Real Colonia, mentre il fotografo e artista Antonio Biasiucci ha presentato un nuovo progetto di ricerca visiva dedicato all’anniversario, capace di intrecciare memoria, comunità, luoghi della produzione e visione contemporanea.
Il calendario ufficiale dell’Anno Leuciano, illustrato dal critico d’arte e giornalista Enzo Battarra, prevede dodici mesi di mostre, incontri, festival, progetti educativi e iniziative culturali pensate per raccontare San Leucio come un unicum a livello mondiale. A chiudere l’incontro è stato l’intervento di Giuseppe Menniti, presidente della Fondazione Orizzonti e amministratore delegato di Barbuti SpA, che ha rimarcato come celebrare i 250 anni di San Leucio significhi riportare al centro non solo un passato illustre, ma un patrimonio di valori ancora pienamente attuali.
Con l’avvio dell’Anno Leuciano, San Leucio torna così al centro della storia, della cultura e del dibattito civile sul lavoro e sui diritti, rilanciando una visione che, a due secoli e mezzo dalla sua nascita, continua a rappresentare una promessa concreta per il futuro.







