Amalia Grè torna con un nuovo album in collaborazione con Troppo Avanti

Amalia Grè torna con il nuovo album in uscita il 6 febbraio. Il disco nasce dalla collaborazione con il produttore Troppo Avanti e si concentra su temi come lo smarrimento e la consapevolezza, offrendo otto tracce rilassanti e innovative, accompagnate da canvas visivi creati dalla stessa artista

Amalia Grè torna dopo mesi di lavoro in cui si è concentrata sulla scrittura del nuovo album. Un percorso che accresce il bisogno di leggerezza e che culmina con l’uscita dell’album, in programma per il 6 febbraio.

I nuovi brani nascono dopo l’incontro della cantante con un giovane produttore specializzato in low-fi e musica chill, dal nome Troppo Avanti. Insieme, i due hanno creato un progetto ricco di alchimia, culminato in quello che definisce la stessa cantante Amalia Chill. Dei brani rilassanti da ascoltare quando si è in viaggio o durante una lettura.

La copertina del nuovo album di Amalia Grè è un suo disegno, nel quale è rappresentato un tubetto di colore da cui esce un fiore. Tutto è pensato nei minimi dettagli, anche il colore del disco, un arancione chiaro che simboleggia rinascita, apertura e curiosità. Infatti, le otto tracce dell’album si configurano ricche di sound attuali e innovativi.

In questo percorso è stata fondamentale la famiglia di Amalia e soprattutto le sue figlie. In particolare, la maggiore ha avuto un ruolo importante perché ha fatto conoscere il produttore alla madre. Da qui, la nascita di un percorso nuovo in cui il passato viene naturalmente superato.

Oltre che un progetto musicale, l’album è oltretutto un percorso visivo. Infatti, Amalia Grè, che è anche esperta di design, ha pensato a creare dei canvas, ovvero piccoli video di arte. Ad accompagnare musica ed arte, dei temi significativi, quali: smarrimento, ricerca, consapevolezza di essere amati, timore di perdere quell’amore e il bisogno di risposte.

Amalia Grè non accenna a un eventuale concerto. Né tantomeno ha pensato ad un singolo, afferma, invece, che ogni ascoltatore dovrà cercare il proprio. L’album vuole essere, quindi, un invito alla scoperta e all’apertura.

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