Cortina d’Ampezzo, vigilante brindisino muore in un cantiere olimpico, cordoglio della Provincia di Brindisi

Pietro Zantonini, 55 anni, perde la vita durante un turno notturno nei cantieri di Milano-Cortina: aperta un’inchiesta dopo la denuncia dei familiari, istituzioni e sindacati chiedono piena chiarezza sulle condizioni di lavoro

La tragica morte di Pietro Zantonini, vigilante di 55 anni originario di Brindisi, avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo, scuote profondamente il territorio pugliese e riporta al centro del dibattito nazionale il tema della sicurezza sul lavoro, in particolare nei cantieri legati ai grandi eventi. L’uomo era impegnato in un servizio di vigilanza presso lo Stadio del Ghiaccio, uno dei cantieri delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, quando si è sentito male durante un turno notturno svolto con temperature abbondantemente sotto lo zero.

A esprimere il cordoglio dell’ente provinciale è stato il Presidente facente funzioni della Provincia di Brindisi, Giuseppe Ventrella, che ha sottolineato la vicinanza dell’intera comunità brindisina alla famiglia del lavoratore scomparso. «Alla famiglia di Pietro Zantonini va la vicinanza e la solidarietà dell’intera comunità provinciale di Brindisi in questo momento di grande dolore. La sua morte ci colpisce profondamente e impone una riflessione seria e responsabile sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza nei cantieri», ha dichiarato.

Secondo le prime ricostruzioni, Zantonini svolgeva turni di sorveglianza notturna, alternando la permanenza in un gabbiotto riscaldato a giri di ricognizione esterni ogni due ore. Durante la notte avrebbe contattato telefonicamente i colleghi per segnalare un malessere. Allertato il 118, i soccorsi sono giunti sul posto, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. Il decesso è avvenuto sul luogo di lavoro.

La Procura ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia per accertare con precisione le cause della morte. La moglie dell’uomo ha sporto denuncia ai carabinieri, ritenendo che il decesso possa essere collegato alle condizioni di lavoro, ai turni notturni prolungati e alle temperature rigide affrontate. Il legale della famiglia, Francesco Dragone, ha riferito che Zantonini «in più occasioni aveva lamentato condizioni di lavoro dure».

Sul caso sono intervenute anche le organizzazioni sindacali. Il Sindacato Autonomo Vigilanza Privata ha parlato di una tragedia annunciata, denunciando condizioni spesso proibitive per gli addetti alla sicurezza nei cantieri e chiedendo controlli più stringenti e tutele reali. «Le condizioni di vita degli addetti alla sicurezza sono spesso al limite – ha affermato il segretario nazionale Vincenzo Del Vicario – e Pietro Zantonini è solo l’ultima vittima di un sistema che non tutela a sufficienza chi lavora».

Dal mondo politico, infine, si è levata la richiesta di fare piena luce sull’accaduto. «È doveroso chiarire fino in fondo le responsabilità – ha affermato Giuseppe Conte – e rafforzare le tutele per i lavoratori invisibili, spesso precari e sottopagati».

Nel ribadire la necessità di accertare ogni responsabilità, il Presidente Ventrella ha concluso sottolineando che «la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori deve essere una priorità assoluta, senza deroghe. È indispensabile garantire turni sostenibili, adeguate protezioni e controlli rigorosi affinché simili tragedie non si ripetano». La Provincia di Brindisi si unisce così al dolore dei familiari, confidando che dall’inchiesta emerga la verità e che la morte di Pietro Zantonini non resti una delle tante vittime silenziose del lavoro.

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