L’Ospedale Bonomo di Andria dimostra di essere eccellente nelle operazione complesse, in particolare nel blocco del ganglio stellato. Il nosocomio, in circa 2 anni, ha eseguito oltre duecento ablazioni delle aritmie destre e sinistre
È successo all’Ospedale L. Bonomo di Andria, nei giorni scorsi è stato necessario effettuare un intervento a un 50enne di Barletta per salvargli la vita. Il paziente è stato ricoverato per storm aritmico, ovvero tachicardia ventricolare sostenuta ricorrente, una patologia alla quale l’uomo è resistente alle terapie farmacologiche e con instabilità emodinamica.
Il paziente con defibrillatore impiantato è stato subito definito ad altissimo rischio. Tuttavia, l’operazione, che viene eseguita solo in pochi centri ospedalieri della Puglia, è andata a buon fine, salvando la vita dell’uomo.
In particolare, l’uomo dapprima ricoverato nell’Unità operativa complessa di Cardiologia UTIC diretta dal dott. Francesco Bartolomucci, è stato sottoposto ad una prima ablazione con successo. Successivamente, dopo un nuovo storm aritmico, l’equipe ha avviato una procedura per il blocco del ganglio stellato con intervento ecoguidato. Dopo l’intervento il paziente, in buona salute, è stato ricoverato in altra struttura per il completamento della terapia ablativa per l’approccio chirurgico epicardico.
Ad eseguire l’intervento è stato il Dott. Domenico Gianfrancesco, responsabile del laboratorio di Elettrofisiologia e Cardiostimolazione della UOC di Cardiologia. Il Dottore ha spiegato: «Il blocco del ganglio stellato è una procedura che prevede l’iniezione di un anestetico locale, con lenta durata d’azione, a livello del ganglio stellato sinistro per interrompere le fibre nervose simpatiche che innervano il cuore, riducendo così le aritmie cardiache. Con l’obiettivo di interrompere lo storm aritmico».
Il Dott. Bartolomucci si dice ancora una volta soddisfatto del risultato dell’operazione, dichiarando: «Ancora una volta dimostriamo il valore eccellente raggiunto dall’Elettrofisiologia di Andria. Questo caso dimostra che ci stiamo dedicando anche alle tachicardie ventricolari. L’obiettivo è soprattutto evitare la mobilità dei cittadini verso altre regioni, evidenziando il fatto che oggi siamo in grado di eseguire procedure anche molto complesse».








