Dalla VI Commissione presieduta da Lucia Parchitelli arriva l’approvazione a maggioranza del disegno di legge che disciplina il sistema integrato di educazione e istruzione per l’infanzia (0-6 anni) e il parere favorevole al regolamento attuativo della legge sugli “agri nido” e “agri infanzia”; la III Commissione, invece, registra un duro confronto sulla Rsa di Ostuni: il governo regionale esclude nuove proroghe e indica la via dell’internalizzazione, mentre una parte dei consiglieri e i sindacati chiedono garanzie su occupazione, tempi e costi
La VI Commissione ha licenziato in sede referente il ddl che recepisce e declina in Puglia il D.Lgs. 65/2017: voto favorevole della presidente Parchitelli e dei consiglieri Di Bari e Blasi; astensione di Spina, Maurodinoia e La Notte. Il testo, che punta a sviluppo e programmazione del sistema integrato “zerosei”, definisce linee d’intervento su coordinamenti pedagogici territoriali, requisiti strutturali e qualitativi dei servizi, procedure di autorizzazione, accreditamento e vigilanza, fino al monitoraggio in concerto con enti locali e soggetti dell’offerta. Tra gli obiettivi, la progressiva gratuità di accesso, la centralità del progetto educativo, l’inclusione, la continuità 0-6, il prolungamento orario e l’integrazione tra pubblico e privato.
L’esame è stato preceduto dalle audizioni di Fism Puglia, Cisl Puglia, Legacoop Puglia, Cgil Puglia e del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia – Puglia: emerse richieste di chiarimento su definizione dei servizi integrativi, governance del sistema, ruolo di Comuni e Regione, e distinzione tra autorizzazione e accreditamento (livello di qualità superiore e accesso a finanziamenti). Le osservazioni confluiranno in emendamenti tecnici dell’Assessorato che l’Aula valuterà in sede di approvazione definitiva.
Sul fronte politico, il consigliere Michele Mazzarano rivendica il passo in avanti: «L’approvazione in Commissione del ddl 175 segna un passaggio importante verso servizi educativi gratuiti e inclusivi. Dovremo limare governance, tempi e requisiti di autorizzazione e accreditamento e la formazione degli operatori».
La Commissione ha espresso all’unanimità parere favorevole anche al regolamento attuativo della legge regionale 2/2023 sul modello di educazione in natura (“agri nido” e “agri infanzia”). Il testo precisa che non si introduce una nuova tipologia di unità d’offerta, ma un modello educativo basato su esperienza e conoscenza dell’ambiente naturale, applicabile per classi d’età 3-36 mesi, 3-6 anni e 3 mesi-6 anni (poli 0-6), con continuità pedagogica. Previsti coordinamento pedagogico con la figura del pedagogista (minimo 5 ore giornaliere a supporto del personale), esperti qualificati di educazione in natura e dotazioni logistiche idonee; il modello accede alle stesse misure di sostegno delle unità d’offerta del sistema integrato.
Spazio anche all’audizione su NIdiL Cgil Puglia per la vertenza delle ex lavoratrici del Call Center informativo sanitario regionale: dopo la sospensione del servizio nel 2022 e l’esaurimento degli ammortizzatori (settembre 2024), si sollecita una soluzione strutturale. Tra le ipotesi, un bando a cura di InnovaPuglia per possibili inserimenti al CUP; ad oggi, però, non risultano tempistiche definite dal Dipartimento Salute.
Capitolo contrattazione: Uil Fp, Cisl Fp e Cgil Fp denunciano la mancata applicazione, nelle strutture de “La Nostra Famiglia”, del Ccnl Aiop sanità privata ai sensi della delibera 1490. La dirigente Elena Memeo collega l’attuazione alle modifiche dei requisiti organizzativi e alle correlate nuove tariffe; confermati ritardi sulla delibera delle pre-intese, che dovrebbe approdare in Giunta a breve.
In III Commissione, il confronto si accende sulla Rsa di Ostuni. L’assessore Fabiano Amati esclude ulteriori proroghe della gestione privata e indica il 1° ottobre 2025 come data di internalizzazione, richiamando vincoli tecnico-normativi: «Nessuna proroga potrà essere decisa, pena responsabilità amministrativa. La Asl di Brindisi è pronta agli atti conseguenti e tutto il personale deve transitare, come già avvenuto in altri casi».
Di segno opposto le opposizioni (con critiche anche da parte di consiglieri di maggioranza del territorio) che invocano un rinvio tecnico per garantire piena occupazione e chiarire costi e inquadramenti. Il consigliere Luigi Caroli attacca: «La Commissione Sanità ha chiesto una proroga di tre mesi per evitare licenziamenti e contratti precari. Si procede nel buio su numeri degli esuberi, tipologie contrattuali e impatto economico: l’operazione rischia di costare quasi un milione in più rispetto alla gestione privata».
Il Dipartimento Salute, con il direttore Vito Montanaro, ribadisce che proroghe sistematiche non sono legittime e che la Asl può ampliare il setting assistenziale per assorbire il personale, con riallineamenti nel piano assunzionale successivo e possibilità di incremento di budget fino al 10%. Resta la preoccupazione dei sindacati per gli addetti “in esubero” o “privi di titolo” e per gli effetti sull’assistenza territoriale. Il direttore generale della Asl, Maurizio De Nuccio, conferma l’intenzione di chiudere il passaggio entro il mese, definendo platea e contratti sulla scorta dei precedenti.
La Commissione formalizzerà in un documento alla Giunta le criticità emerse (organici, costi, sorte degli esuberi, impatto sul sistema pubblico). Il dibattito proseguirà anche alla luce del disegno di legge regionale che punta a una cornice normativa per l’internalizzazione delle Rsa.








