Nella Community Library un convegno ricco di voci ed esperienze per raccontare il valore dell’accoglienza e la forza dei legami che sostengono bambini e genitori in difficoltà. Emozioni, testimonianze e formazione per costruire una comunità solidale
Si è tenuto giovedì 6 novembre, presso la Community Library di Ginosa, il convegno “Le Case di PiPPI. Percorsi per le famiglie, le bambine e i bambini vulnerabili”, organizzato dall’Ambito TA/1, con il Comune di Ginosa come capofila e la collaborazione della Cooperativa Alima.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto, sensibilizzazione e formazione sul tema dell’affido e sul Programma P.I.P.P.I. (Programma di Intervento per la Prevenzione all’Istituzionalizzazione), con l’obiettivo di promuovere una rete di sostegno attorno ai minori e alle famiglie in situazione di fragilità.
Un incontro di istituzioni, esperti e comunità
Numerose le autorità presenti: il Sindaco di Ginosa, Vito Parisi, il Vicesindaco Domenico Gigante, l’Assessore ai Servizi Sociali Damiana Sansolino, l’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Laterza, Giovanna Mele, la Dott.ssa Valentina Romano, Direttrice del Dipartimento Welfare della Regione Puglia, la Dott.ssa Maria Carmela Curci, Responsabile dei Servizi Sociali e dell’Ambito, la Dott.ssa Tiziana Maiorano, Giudice Onorario del Tribunale per i Minori di Taranto, la Dott.ssa Maria Carmela Norarnicola, Consigliera Regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali Puglia, e la Dott.ssa Giovanna Nocco, Presidente della Cooperativa Sociale Alima.
Il convegno ha segnato la conclusione del percorso avviato nell’ambito del Programma PIPPI (Misura PNRR), che ha coinvolto trentasei famiglie del territorio dell’Ambito. Un percorso partecipato, costruito su patti educativi condivisi e progetti personalizzati, in cui le famiglie sono diventate protagoniste attive del proprio cambiamento.
L’affido come alleanza educativa
Nel corso della mattinata, diversi relatori hanno affrontato con sensibilità e competenza i molteplici aspetti del sostegno alle famiglie vulnerabili.
La Dott.ssa Anna Scalise, psicologa del Consultorio Familiare di Ginosa–Castellaneta, ha approfondito il tema “Equipe Multidisciplinare Affido – Adozione, bisogni e testimonianze”.
La Dott.ssa Patrizia Salentino, vicepresidente dell’Associazione Genitoriamo e rappresentante del Coordinamento Care, ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra famiglie e istituzioni: «Fare rete per qualificare l’affidamento familiare significa riconoscere che la tutela dell’infanzia è un compito collettivo».
Il Dott. Giuseppe Vinci, presidente dell’Ordine degli Psicologi di Puglia, ha analizzato “Il conflitto di lealtà del bambino tra la famiglia biologica e quella affidataria”, offrendo uno sguardo attento sulle dinamiche affettive che coinvolgono i minori.
La Prof.ssa Caterina Balenzano, docente di Sociologia Generale presso l’Università di Bari, ha presentato una ricerca dedicata alle famiglie affidatarie, mentre la Dott.ssa Anna Capalbo, coordinatrice pedagogica del Programma PIPPI per la Cooperativa Alima, ha illustrato il ruolo dell’educatore professionale socio-pedagogico come figura chiave dell’equipe multidisciplinare.
Le testimonianze che lasciano il segno
Il convegno ha regalato momenti di grande emozione grazie alle storie di affido raccontate in prima persona.
Una famiglia accogliente di Ginosa, Maurizio e Tina, ha condiviso la propria esperienza, sottolineando la forza dell’amore e della solidarietà che si costruiscono attorno ai bambini.
Particolarmente toccante l’intervento di Luca Trapanese, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Napoli, che ha raccontato la sua esperienza di padre affidatario e poi adottivo di una bambina speciale, Alba. Le sue parole hanno commosso la platea: «L’affido è una scelta d’amore che non cambia solo la vita di un bambino, ma anche quella di chi decide di accoglierlo».
Un percorso che continua
L’evento, moderato dalla Dott.ssa Maria Franca Mastronardi, membro dell’Equipe Affido e Coach del Programma PIPPI, nonché Consigliera Regionale APEI, si è concluso con laboratori pedagogici dedicati agli strumenti educativi del programma, favorendo un proficuo scambio tra operatori, educatori e famiglie.
A chiusura del convegno, un pensiero rimasto impresso nei cuori di tutti: «Di molte emozioni posso essere orgoglioso, ma ce n’è una in particolare di cui vado fiero. Si tratta delle cicatrici che ho nel cuore. Le ho colorate così bene che adesso sembrano un arcobaleno».
Parole che racchiudono lo spirito dell’intera giornata: un messaggio di empatia, partecipazione e speranza condivisa.







