Brindisi, “Mala movida”, residenti pronti alla battaglia legale contro il Comune

Il Comitato “Civilmente in Centro” annuncia azioni giudiziarie dopo la diffida rimasta senza risposta. Intanto si apre il dialogo con il sindaco Marchionna per un protocollo condiviso sulla movida

Si alza nuovamente il livello dello scontro sulla questione della mala movida nel centro storico di Brindisi. A oltre venti giorni dalla diffida inviata al Comune dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, per conto del Comitato “Civilmente in Centro” e di 51 residenti, i firmatari denunciano l’assenza di risposte concrete da parte dell’amministrazione comunale e annunciano la volontà di avviare una battaglia legale.

Secondo quanto riferito dal Comitato, la situazione nelle ore serali e notturne sarebbe rimasta sostanzialmente invariata, nonostante le numerose segnalazioni presentate negli anni. I residenti parlano di disagi continui, rumori notturni, difficoltà nel riposo e mancata tutela della quiete pubblica.

Pronta l’azione giudiziaria

Nel corso di una riunione svoltasi nei giorni scorsi, allo scadere dei termini indicati nella diffida, sarebbe emersa in maniera chiara la volontà del Comitato “Civilmente in Centro” di procedere per vie legali contro il Comune di Brindisi.

L’obiettivo dichiarato è quello di ottenere il riconoscimento dei danni subiti dai residenti nel corso degli anni e chiedere misure efficaci a tutela del diritto alla salute, del riposo, della proprietà privata e della quiete pubblica.

Secondo il Comitato, il Comune non avrebbe adottato negli anni interventi adeguati per contrastare il fenomeno della cosiddetta “mala movida”, nonostante le continue segnalazioni provenienti dai cittadini.

Il dialogo con il Comune

Parallelamente alla linea dura annunciata dai residenti, si è però aperto anche un canale di confronto istituzionale. Nei giorni scorsi si è infatti svolto un incontro tra l’avvocato Emilio Graziuso, presidente dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, e il sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna.

L’incontro, definito dalle parti “costruttivo”, avrebbe posto le basi per l’elaborazione di un protocollo condiviso sulla gestione della movida cittadina, con l’obiettivo di contemperare i diritti dei residenti con quelli degli operatori economici e dei frequentatori del centro storico.

Tra le proposte avanzate figurano controlli più serrati, un coordinamento strutturato tra polizia locale e forze dell’ordine e l’installazione di dispositivi per il rilevamento dei decibel, così da monitorare in maniera oggettiva il rispetto dei limiti acustici previsti dalla normativa.

Una sperimentazione per l’estate 2026

Secondo l’Associazione “Dalla Parte del Consumatore”, l’eventuale protocollo potrebbe essere sperimentato inizialmente nei mesi estivi del 2026, per poi essere valutato nuovamente a settembre davanti al Prefetto di Brindisi.

L’idea sarebbe quella di verificare concretamente l’efficacia delle misure adottate e, se necessario, apportare eventuali modifiche correttive.

“Movida” e “mala movida”: la distinzione del Comitato

Nel corso della nota, il Comitato “Civilmente in Centro” ha ribadito la distinzione tra “movida” e “mala movida”, sottolineando di non essere contrario alla presenza di locali, eventi e occasioni di socialità nel centro storico.

Secondo i residenti, una movida regolamentata e rispettosa delle regole rappresenterebbe anzi un valore aggiunto per la città, capace di aumentare l’attrattività del centro e favorire economia, turismo e socialità.

Diverso invece il giudizio sulla cosiddetta “mala movida”, definita come un fenomeno che danneggerebbe sia i residenti sia gli stessi esercenti che lavorano nel rispetto delle regole.

Tra gli esempi citati dal Comitato anche il caso di alcuni turisti che avrebbero interrotto anticipatamente il soggiorno in un B&B del centro storico a causa dei rumori notturni, lasciando recensioni negative online.

La questione dei rilievi fonometrici

Il Comitato ha inoltre replicato alle critiche emerse negli ultimi giorni sulle rilevazioni fonometriche diffuse pubblicamente, precisando che i controlli effettuati non riguarderebbero soltanto il vociare delle persone, ma anche la musica proveniente dai locali.

Secondo quanto sostenuto, esisterebbero inoltre rilevazioni effettuate da Arpa Puglia all’interno di alcune abitazioni che avrebbero evidenziato il superamento dei limiti di rumorosità previsti dalla normativa vigente.

L’avvocato Emilio Graziuso ha infine espresso fiducia nella possibilità di arrivare a una soluzione condivisa attraverso il lavoro di mediazione del Prefetto e del sindaco di Brindisi, auspicando che il confronto possa evitare ulteriori tensioni e contenziosi giudiziari.

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