I biancorossi partono forte con il gol di Gytkjaer e sembrano padroni del campo dopo l’espulsione di Kouda, ma nella ripresa sprecano tutto tra confusione, imprecisione e un finale carico di rimpianti. Per Donadoni un punto d’oro al rientro, per Caserta l’ennesima occasione buttata di un avvio di stagione complicato
di CHRISTIAN MONTANARO – Solo un pareggio per Roberto Donadoni alla prima sulla panchina dello Spezia. Esordio agrodolce per lui nell’anticipo del dodicesimo turno di Serie B, nel giorno che segnava il suo ritorno in panchina.
Ma è il Bari a dover avere amari rimpianti per una gara che si era incanalata bene già al 7’ con il secondo gol consecutivo di Gytkjaer, sempre più a suo agio nell’attacco biancorosso.
Sarebbe bastato probabilmente un atteggiamento più guardingo, ed ecco invece, dopo pochi minuti, il pareggio di Kouda al 36’, che poi diventerà da protagonista positivo a protagonista negativo del match con l’espulsione rimediata al 42’ per doppio cartellino giallo.
Partita a quel punto in discesa per il Bari, con tutto un secondo tempo da giocare in superiorità numerica.
Assalto biancorosso confusionario e poco incisivo, tranne forse nel finale, anche per effetto dei dieci minuti di recupero assegnati dal direttore di gara (considerando il ritardo dovuto all’inquietante episodio del tifoso caduto dagli spalti). Una enormità mal sfruttata, nonostante i tanti calci d’angolo avuti a disposizione e la possibilità di finalizzare da palla inattiva. Possibilità effettivamente a disposizione di Nikolaou al 100’, non capitalizzata con un gol sbagliato da due passi.
Per la gioia di Donadoni, che non centra la vittoria al debutto ma strappa un buon pareggio per come si era messo il match e per la rabbia di mister Caserta, a cui non è andato giù soprattutto l’approccio nella ripresa dei suoi. Fosse stato magari soltanto quello il problema.
Purtroppo c’è anche altro, ma questo non è una novità in questo complicato avvio stagionale biancorosso. Anche se il mancato rigore ai danni di Moncini pesa.







