La donna era stata arrestata ad aprile per un furto in supermercato: aggravata la misura cautelare dopo l’evasione
La Polizia di Stato ha eseguito il 5 maggio 2026 un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti di una donna di 35 anni, originaria di Galatina, già sottoposta agli arresti domiciliari per furto.
L’Autorità Giudiziaria ha disposto la sostituzione dei domiciliari con la custodia cautelare in carcere dopo che la donna sarebbe stata sorpresa fuori dalla propria abitazione e avrebbe tentato di eludere i controlli fornendo false generalità agli agenti.
Sorpresa fuori casa durante i domiciliari
La 35enne era stata posta agli arresti domiciliari lo scorso 22 aprile in relazione a un furto commesso in un supermercato.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nella tarda serata del 28 aprile una volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Galatina avrebbe notato la donna in strada insieme a un’altra persona.
Approfittando del fatto di non essere ancora conosciuta dagli operatori – essendo sottoposta alla misura cautelare da pochi giorni e non residente in precedenza nel comune – la donna avrebbe fornito false generalità nel tentativo di evitare contestazioni per evasione.
Il riconoscimento durante i controlli
Il giorno successivo, durante i consueti controlli sulle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, gli stessi agenti si sono recati presso il domicilio della 35enne, riconoscendola senza alcun dubbio come la persona fermata la sera precedente.
La donna che si trovava con lei al momento del controllo risultava inoltre destinataria della misura di prevenzione dell’Avviso Orale emesso dal Questore della Provincia di Lecce e gravata da precedenti di polizia.
Alla luce degli elementi raccolti, la 35enne è stata denunciata in stato di libertà per evasione e false attestazioni a Pubblico Ufficiale.
Disposto il trasferimento in carcere
Informata dei fatti, l’Autorità Giudiziaria competente ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, sostituendo gli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere.
Al termine delle formalità di rito, la donna è stata trasferita presso la Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce.
Si precisa che i provvedimenti adottati nella fase delle indagini preliminari non implicano alcuna responsabilità definitiva della persona coinvolta e che l’eventuale colpevolezza dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
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