L’assessore di Modugno si dimette dopo l’arresto per voto di scambio

Antonio Lopez accusato di aver acquistato 150 voti dal Clan Parisi a 25 euro l’uno. Arriva anche l’ipotesi di patto esteso al ballottaggio con promessa di assunzione a un pregiudicato

Si terranno questa mattina, nel carcere di Bari, gli interrogatori di garanzia dei sei arrestati nell’ambito dell’inchiesta sul presunto voto di scambio politico-mafioso alle Comunali di Modugno del 2020. A condurli sarà il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Montemurro. Secondo indiscrezioni, gli indagati potrebbero avvalersi della facoltà di non rispondere.

Tra loro c’è Antonio Lopez, 40 anni, imprenditore termoidraulico e assessore comunale, accusato di aver chiesto l’appoggio del clan Parisi per ottenere voti e garantirsi l’elezione. Lopez, ieri mattina, ha rassegnato le dimissioni da tutte le cariche, ma la sua posizione resta al centro dell’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.

Secondo gli investigatori, Lopez avrebbe stretto rapporti con Michele Parisi, detto Gelatina, fratello del noto boss del quartiere Japigia. Alle amministrative del 2020, il politico aveva corso con una lista civica che portava il simbolo della “Dc”. Mentre oggi, tecnicamente, risulta candidato alle Regionali con Forza Italia.

L’accusa ipotizza un patto di scambio. Circa 150 voti acquistati a 25 euro l’uno, che avrebbero permesso a Lopez di risultare il più votato della sua lista e, in seguito, ottenere la nomina ad assessore.

L’inchiesta ricostruisce anche una seconda fase, legata al ballottaggio. Lopez avrebbe fatto da intermediario per procacciare consensi al candidato sindaco Nicola Bonasia. Questo in cambio della promessa di un’assunzione per Christian Stragapede, pregiudicato ritenuto vicino al clan Parisi.

La società appaltatrice del Comune in cui Stragapede doveva essere collocato non avrebbe potuto assumerlo per via di una condanna. Per questo, secondo la Dda, sarebbe stato Lopez stesso a inserirlo nel proprio organico. Un tentativo per rispettare il patto e mantenere i rapporti con gli ambienti criminali.

Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari, proseguono per accertare il ruolo dei diversi indagati e le eventuali ramificazioni politiche del presunto sistema di scambio di favori e voti.

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