Il presidente di ANCE Brindisi, Angelo Contessa, è intervenuto con forza sulla gestione della fase conclusiva del PNRR, chiedendo tutele concrete per le imprese edili in vista della scadenza europea del 30 giugno 2026
L’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) di Brindisi prende una posizione netta sulla gestione della fase finale del PNRR. Il presidente Angelo Contessa evidenzia la necessità di tutelare le imprese esecutrici dalle pressioni derivanti dalla scadenza comunitaria del 30 giugno 2026.
Un punto cardine sollevato da ANCE Brindisi riguarda il recente chiarimento normativo introdotto dal decreto PNRR. Il provvedimento stabilisce che, per le opere con obiettivo finale al 30 giugno 2026, tale data rappresenti una nuova scadenza contrattuale in deroga al Codice Civile.
Questo significa che, se un’opera viene ultimata entro il termine europeo ma oltre la data originaria fissata nel contratto, le imprese non potranno essere colpite da penali. Secondo Contessa, si tratta di un atto di buon senso che riconosce le condizioni straordinarie in cui si sta operando, tra rincari dei materiali, sovrapposizioni amministrative e lentezze autorizzative.
Il rischio di contenziosi e opere incompiute
Il timore espresso dai costruttori è che la fretta di chiudere formalmente i rendiconti produca un effetto a catena negativo per l’intero sistema. Il rischio coinvolge le stazioni appaltanti e le imprese. Le prime potrebbero trovarsi a dover restituire i finanziamenti con conseguenti responsabilità erariali, e le seconde finirebbero invischiate in lunghi strascichi giudiziari.
Per i cittadini, il pericolo maggiore è quello di trovarsi di fronte a opere incompiute o inutilizzabili, a causa di una gestione rigida e poco pragmatica della fase conclusiva del Piano.
La proposta
Per superare l’impasse, ANCE Brindisi propone una distinzione normativa tra il raggiungimento dei target funzionali dell’opera e il completamento definitivo di ogni singola lavorazione di dettaglio.
Il presidente Contessa suggerisce che un’infrastruttura debba essere certificata e rendicontata all’Unione Europea se entro il giugno 2026 risulta funzionale e utilizzabile, concedendo poi un termine congruo per le rifiniture marginali che non ne pregiudicano l’uso.
Questa flessibilità permetterebbe di chiudere correttamente la rendicontazione europea senza forzare procedure amministrative che genererebbero solo contenziosi. L’appello finale di ANCE Brindisi è rivolto al legislatore affinché intervenga con urgenza.
L’obiettivo comune deve essere quello di onorare gli impegni internazionali garantendo, al contempo, che le opere pubbliche siano completate a regola d’arte e senza danni per il tessuto imprenditoriale.
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