Martina Franca, corruzione e tangenti sul verde pubblico: 6 indagati

La Procura di Taranto ha richiesto la custodia cautelare in carcere per il funzionario Antonio Raguso e gli arresti domiciliari per cinque imprenditori, ipotizzando un sistema di tangenti in cambio di affidamenti diretti per la cura delle aree verdi

Finisce nella bufera giudiziaria il Comune di Martina Franca. L’ipotesi è di legami tra l’Amministrazione e le imprese, coinvolti in un giro di presunte tangenti. Poco tempo fa, anche il Comune di Torricella era stato accusato dello stesso reato.

Viste queste ipotesi, la Procura di Taranto ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Antonio Raguso, un funzionario comunale di 54 anni che opera nel settore Verde Pubblico. L’accusa è di corruzione aggravata, poiché l’uomo avrebbe ricevuto del denaro da parte degli imprenditori per ottenere gli appalti riguardanti le aree del verde urbano.

Al momento gli indagati sono 6. Tra le persone coinvolte, è finito agli arresti domiciliare Cosimo Caliandro, titolare della ditta individuale “Il tuo giardino”. Secondo le prime ricostruzioni, sembrerebbe che l’imprenditore abbia versato una tangente di 1.200 euro per ottenere l’appalto di Villa Garibaldi e rifarne il manto erboso. Un intervento da 46mila euro.

Richiesti i domiciliari anche per Giuseppe Fornaio, anch’egli titolare di un’azienda, che avrebbe ricevuto l’affidamento per una fornitura di materiali utili alla manutenzione del verde comunale. L’intervento era da 18mila euro. Anche in questo caso ci sarebbe stato il pagamento di una tangente, ma non è ancora noto il suo ammontare.

Indagato e finito ai domiciliati l’imprenditore Emil Costin Ragulea, accusato di aver versato una tangente di 2mila euro. A lui sarebbe stato affidato un appalto per la manutenzione di alcuni alberi, per un totale di 38mila euro.

Inoltre, Ragulea è indagato per traffico di influenze illecite in concorso con l’avvocato Pasquale Rinaldi e con sua moglie, Romina De Matteis. Da quanto ricostruito l’imprenditore avrebbe consegnato 1.500 euro per essere iscritto nel registro delle imprese della Camera di commercio di Taranto per la sezione “Artigianato”.

Finiti agli atti anche alcune dichiarazioni dell’avvocato e della moglie, che, secondo quanto affermato, avrebbero coinvolto un esponente di Confindustria in modo tale da avere un esito positivo nella pratica. Per il momento però, il Gip non ha inserito nella lista degli indagati lavoratori di Confindustria o della Camera di Commercio di Taranto.

Il Gip dovrà valutare la richiesta della Procura nei confronti del funzionario Raguso e decidere le sorti degli altri 5 indagati. Gli interrogatori sono fissati per il prossimo 12 maggio, momento in cui sarà data la versione dei fatti da parte degli indagati.

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