ASL Bari: Prevenire la violenza nei Pronto Soccorso: Parte dal Di Venere il progetto pilota dell’infermiere dedicato all’accoglienza

Formazione avviata al Di Venere per il nuovo modello organizzativo volto a ridurre le aggressioni agli operatori sanitari nei dipartimenti di emergenza

Parte dall’Ospedale Di Venere il progetto pilota che introduce una figura innovativa e strategica nei Pronto Soccorso della ASL Bari: l’infermiere di processo dedicato all’accoglienza. Questa nuova figura professionale, inserita nell’ambito delle Linee Guida Hospitality del Sirgisl (Sistema regionale integrato di gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro), rappresenta un passo fondamentale nella gestione delle tensioni e nella prevenzione degli episodi di violenza contro gli operatori sanitari.

Secondo i dati forniti dalla ASL di Bari, solo nei primi otto mesi del 2024 sono stati segnalati ben 51 episodi di aggressioni a danno del personale sanitario. Una situazione critica che ha portato alla necessità di adottare misure innovative per tutelare gli operatori e migliorare l’esperienza dei pazienti e dei loro familiari all’interno dei Pronto Soccorso.

La figura dell’infermiere di processo mira a garantire una presenza costante tra la sala d’attesa e le postazioni di triage, con compiti chiave come:

  • Presa in carico del paziente e dei familiari: facilitare il dialogo e fornire informazioni puntuali sull’iter clinico-diagnostico e terapeutico.
  • Ottimizzazione dei tempi d’attesa: ridurre le tensioni e migliorare l’organizzazione del flusso di pazienti.
  • Prevenzione degli atti di violenza: promuovere un clima di comunicazione e accoglienza per ridurre il rischio di comportamenti aggressivi.

Il servizio sarà attivo dalle 8:00 alle 20:00, con personale sanitario formato e motivato, che accompagnerà il paziente dal momento dell’ingresso in Pronto Soccorso fino alla dimissione o al ricovero.

Il progetto pilota, avviato ieri presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Di Venere, prevede una formazione specifica per il personale coinvolto, coordinata da Mauro Martucci, responsabile delle professioni sanitarie ospedaliero-territoriali, e da Rosa Melodia, responsabile del Pronto Soccorso. Durante l’incontro, i professionisti hanno analizzato strategie per migliorare la comunicazione e sviluppare competenze specifiche per gestire le dinamiche tipiche dei dipartimenti di emergenza-urgenza.

Il progetto, intitolato “Prendersi cura dell’aggressività: l’infermiere di processo come leva strategica”, ha visto la partecipazione del direttore generale facente funzioni della ASL Bari, Luigi Fruscio, che ha dichiarato: «Questo nuovo modello organizzativo punta a migliorare la comunicazione e a prevenire episodi di violenza. Dopo il Di Venere, il progetto sarà esteso progressivamente a tutti i Pronto Soccorso aziendali».

Secondo i dati presentati da Danny Sivo, coordinatore del Sirgisl, l’introduzione dell’infermiere di processo ha già mostrato risultati incoraggianti in esperienze precedenti nella ASL Bt. In un questionario somministrato ai pazienti e familiari, il 90% delle persone ha risposto in modo positivo al servizio, mentre nelle strutture prive di questa figura solo il 50% ha espresso soddisfazione.

Il direttore del Dipartimento Qualità e Sicurezza, Vincenzo De Filippis, ha sottolineato come «il tempo dedicato alla comunicazione sia un tempo di cura», ribadendo l’importanza di questa innovazione nel migliorare il rapporto tra personale sanitario e utenza.

La formazione avviata al Di Venere rappresenta solo il primo passo verso una trasformazione più ampia che mira a rendere i Pronto Soccorso della ASL Bari luoghi più sicuri e accoglienti. Con l’obiettivo di prevenire le aggressioni e garantire una gestione più efficace dei percorsi assistenziali, la nuova figura dell’infermiere di processo segna un’importante evoluzione nel sistema sanitario regionale.

La speranza è che questa sperimentazione possa presto diventare un modello replicabile su scala nazionale, contribuendo a rendere il sistema di emergenza-urgenza un punto di forza della sanità pubblica.

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