Proposta del consigliere regionale della Lega: PDTA dedicato, rete regionale e accesso a terapie innovative
La sanità pugliese si confronta con una nuova proposta normativa che punta a riconoscere l’obesità come una priorità sanitaria e sociale. A presentarla è il consigliere regionale della Lega Antonio Paolo Scalera, che ha depositato una proposta di legge finalizzata a rafforzare prevenzione, diagnosi e cura.
Una patologia cronica in crescita
Secondo Scalera, l’obesità rappresenta una sfida sempre più rilevante per il sistema sanitario.
«L’obesità è una patologia cronica complessa, in costante crescita anche nella nostra regione, con un impatto significativo sulla qualità della vita dei cittadini e sulla sostenibilità del sistema sanitario», ha dichiarato.
Da qui la necessità di un cambio di approccio, capace di mettere al centro la persona attraverso percorsi integrati e strutturati.
PDTA e rete regionale
Tra i punti cardine della proposta di legge figura l’istituzione di un Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) dedicato, con l’obiettivo di garantire una presa in carico completa del paziente.
Prevista anche la creazione di una rete regionale dell’obesità, pensata per migliorare il coordinamento tra servizi territoriali e strutture specialistiche, favorendo una gestione più efficace e uniforme su tutto il territorio.
Tavolo permanente e prevenzione
La proposta include inoltre l’istituzione di un Tavolo regionale permanente sull’obesità, con funzioni di supporto alla programmazione sanitaria, monitoraggio e promozione delle buone pratiche.
Ampio spazio è dedicato alla prevenzione, con programmi di educazione sanitaria e sensibilizzazione rivolti alla cittadinanza, in particolare alle fasce più giovani.
«Intervenire precocemente significa ridurre l’incidenza di patologie correlate come diabete, malattie cardiovascolari e oncologiche», ha sottolineato Scalera.
Accesso a terapie innovative
Tra gli elementi innovativi della proposta, anche la possibilità di accesso a terapie farmacologiche avanzate, nei casi clinicamente indicati.
«Possono essere previste, a carico del servizio sanitario regionale, specifiche misure per la somministrazione di farmaci innovativi», ha spiegato, facendo riferimento anche a molecole di nuova generazione come la tirzepatide.
Verso un modello regionale
L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un sistema integrato capace di migliorare gli esiti di salute e la qualità della vita dei pazienti.
«Questa proposta rappresenta un investimento concreto sulla salute dei pugliesi e può rendere la Puglia un modello di eccellenza», ha concluso il consigliere.
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