Il Punto di Primo Intervento di Torremaggiore si trova in una condizione critica con un solo medico in servizio, mettendo a rischio l’assistenza per un bacino di 35.000 utenti. Il Comitato Salute dell’Alto Tavoliere richiede dei reclutamenti straordinari
Da oggi, 5 febbraio, il Punto di Primo Intervento di Torremaggiore si troverà a operare con un solo medico in servizio. Una situazione definita drammatica ma prevedibile dal Comitato Salute dell’Alto Tavoliere della Puglia.
Proprio per questa problematica il Comitato, ieri, 4 febbraio, ha inviato una pec all’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia. La richiesta è di fare ricorso con urgenza a reclutamenti straordinari di personale medico.
Negli ultimi mesi, il presidio aveva già visto ridursi l’organico a soli due medici. Ora, con l’avvio delle ferie da parte di uno di loro in vista del pensionamento previsto a fine marzo, la copertura sanitaria risulta ulteriormente compromessa.
Una situazione già annunciata
Secondo il Comitato, le criticità attuali affondano le radici in una mancata programmazione da parte del Dipartimento Salute della Regione Puglia, nonostante gli allarmi lanciati negli anni. Già nel 2023, durante una riunione istituzionale, era stato segnalato il pensionamento di uno dei medici entro il primo trimestre del 2026.
In quell’occasione si era chiesto di pianificare per tempo soluzioni adeguate, proprio per evitare di arrivare a quello che oggi viene definito “uno scenario bizzarro e inaccettabile”.
Il Punto di Primo Intervento di Torremaggiore rappresenta un presidio essenziale per il territorio. Infatti, gestisce direttamente un bacino di utenza di circa 35mila persone. Inoltre, svolge da sempre un ruolo fondamentale nel decongestionare il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Teresa Masselli Mascia” di San Severo.
Dal punto di vista delle prestazioni, è storicamente il primo per volumi in tutta la Capitanata, davanti alle PPFMM di Vieste, Vico del Gargano, Monte Sant’Angelo e San Marco in Lamis.
La possibile riduzione dell’operatività del PPI rischia ora di avere ripercussioni pesantissime sull’intero sistema dell’emergenza-urgenza, con un inevitabile sovraccarico dei Pronto Soccorso di San Severo, San Giovanni Rotondo e Foggia.
La richiesta del Comitato
«Torremaggiore ha già pagato troppo per scelte regionali tutt’altro che sensate in questo comparto», sottolinea il Comitato, che chiede un intervento straordinario e immediato. L’appello riguarda il Punto di Primo Intervento, ma anche la postazione mobile del 118. Oggi, la postazione è medicalizzata per pochi turni a causa della presenza di una sola dottoressa.
Una situazione che il Comitato denuncia da anni e che viene ritenuta ormai insostenibile. Da qui, la richiesta di una risposta urgente e concreta da parte della Regione Puglia, attraverso strumenti operativi ed eccezionali che consentano alle ASL di affrontare una crisi annunciata, garantendo nuovi reclutamenti nel settore Emergenza-Urgenza.
Resta, intanto, confermato l’impegno del Comitato Salute dell’Alto Tavoliere a dialogare con tutte le istituzioni. L’obiettivo è evitare il declassamento di un presidio considerato salva-vita e che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per l’intera comunità e il comprensorio.
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