Confagricoltura Puglia lancia l’allarme per il brusco crollo dei prezzi al Tavolo Olivicolo Nazionale. Quotazioni in alcuni frantoi sotto i 7 euro/kg. Chiesti al Governo un potenziamento dei controlli sulle importazioni e l’accelerazione del Piano Olivicolo Nazionale
Si è riunito, su richiesta di Confagricoltura Puglia, il Tavolo olivicolo nazionale. Convocato dal Sottosegretario La Pietra per analizzare il brusco calo dei prezzi dell’olio extravergine di oliva e valutare azioni urgenti a tutela del comparto.
Alla riunione hanno preso parte ISMEA e ICQRF, fornendo un quadro aggiornato dell’andamento di mercato e dell’attività di vigilanza. Secondo ISMEA, il rafforzamento produttivo registrato dopo il triennio critico 2022-2024 non basta a spiegare l’attuale ribasso dei prezzi, che segnano un arretramento rilevante rispetto agli ultimi due anni.
Le rilevazioni di novembre indicano un prezzo medio nazionale dell’extravergine pari a 7,66 euro/kg, con forti differenze territoriali: 9,50 euro/kg ad Agrigento, 7,80 a Catanzaro e 7,30 a Bari. In alcune zone sono stati rilevati valori ancora più bassi, tanto da non coprire i costi di produzione.
Il Capo dipartimento dell’ICQRF ha ricordato che il settore olivicolo è tra i più controllati d’Italia, con circa 7.500 ispezioni annue su etichettature, miscele, registri e panel test. L’Ispettorato ha confermato l’intensificazione dei controlli sulle importazioni, soprattutto nei porti pugliesi, a Napoli e a Livorno. Non solo, ci sarà l’ampliamento del personale ispettivo entro il 2026.
Nel confronto è emersa la necessità condivisa di contrastare le pratiche di vendita sottocosto nella GDO e di valutare, a livello europeo, l’introduzione di un registro olivicolo obbligatorio. In chiusura, il Sottosegretario La Pietra ha ribadito l’impegno del Governo verso il comparto.
Le preoccupazioni di Confagricoltura Puglia
Confagricoltura, rappresentata al Tavolo dal componente di giunta nazionale, Alberto Statti, ha manifestato forte preoccupazione per il crollo dei prezzi dell’extravergine. Questa situazione è definita anomala e non riconducibile a un surplus produttivo. La dinamica al ribasso, che sta rallentando le contrattazioni, sta mettendo in grave difficoltà migliaia di produttori pugliesi. In alcuni frantoi le quotazioni sono scese fino a 6 euro/kg.
«Per affrontare l’emergenza – sottolinea Confagricoltura Puglia – e garantire un futuro al settore abbiamo indicato una serie di priorità. Tra queste: accelerare l’attuazione del Piano olivicolo nazionale; rafforzare la rete dei punti di stoccaggio per evitare vendite forzate a prezzi non remunerativi; intensificare ulteriormente i controlli lungo la filiera; avviare una campagna di comunicazione strutturata, rivolta ai consumatori e alla GDO, per valorizzare la qualità dell’olio italiano».
L’organizzazione regionale parla di una vera urgenza economica e sociale: «È indispensabile restituire stabilità al comparto e garantire un prezzo equo, affinché il lavoro degli agricoltori non venga vanificato da oscillazioni di mercato non giustificate».







