Un’operazione della Guardia di Finanza ha portato alla scoperta e al sequestro di una ditta abusiva, specializzata nella lavorazione di pietre e marmi, che agiva in uno scenario di totale illegalità
di SARA LIA – La Guardia di Finanza ha scovato ad Andria un’impresa di lavorazione pietre e marmi abusiva. I materiali, infatti, venivano lavorati in assenza di autorizzazioni, e per di più da operai irregolari e in capannoni illegali. Il titolare dell’azienda è stato denunciato e ora dovrà rispondere di reato ambientale e abuso edilizio.
L’intera area in cui avvenivano le lavorazioni è stata posta sotto sequestro. Si tratta di sei capannoni in ferro e lamiera per un totale di circa 750 metri quadrati. Con la collaborazione del personale dello Spesal dell’ASL BT, la Guardia di Finanza ha riscontrato condizioni igienico sanitarie disastrose. Infatti, lo spogliatoio dei lavoratori era allestito in un container e il bagno realizzato con della lamiera.
Sequestrati anche 10mila metri quadrati di piazzale con pavimenti senza autorizzazione, due discariche abusive di circa 600 metri quadrati e una vasca in cui erano presenti fanghi e liquami che finivano nei terreni vicini. Una situazione preoccupante per la contaminazione del suolo e della falda acquifera.
L’impresa, inoltre, deteneva 2mila litri di gasolio agricolo senza alcuna autorizzazione e una villetta di 200 metri quadrati abusiva. Dunque, il quadro emerso dal blitz delinea un grave scenario di illegalità che va ben oltre l’evasione fiscale. L’intervento della Guardia di Finanza ha permesso di porre un freno a una ditta abusiva che ha, evidentemente, calpestato i vincoli edilizi e le più elementari norme di rispetto dell’ecosistema agrario del territorio.
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