Durante il convegno promosso da CISL, il sindacato chiede un’alleanza strategica tra istituzioni, imprese e scuola per trasformare la prevenzione da costo a investimento, proponendo l’inserimento stabile della cultura della sicurezza nei programmi scolastici
Si è svolto in questi giorni il convegno “La sicurezza come diritto fondamentale della persona”. Il congresso è stato promosso da Cisl Puglia e Cisl Taranto Brindisi presso l’Aula Magna dell’ITT “Pacinotti” di Taranto.
L’iniziativa, aperta dai saluti istituzionali della dirigente scolastica Giovanna Santoro, ha visto il coinvolgimento diretto di diverse classi dell’istituto, dalla 4ª CAT Geometra alla 5ª Elettrotecnica, Biotecnologie e Informatica, accompagnate dai docenti Giuseppe Pascadopoli e Francesco Annicchiarico nell’ambito dei percorsi di formazione scuola-lavoro.
Nel suo intervento introduttivo, il segretario generale della Cisl Taranto Brindisi, Luigi Spinzi, ha sottolineato come il tema della sicurezza non possa essere ridotto a un mero adempimento normativo. «Il rispetto delle norme sulla sicurezza è un obbligo giuridico e formativo, ma soprattutto una condizione essenziale per salvaguardare la vita umana».
Da qui la richiesta di una fortissima alleanza tra istituzioni, imprese e parti sociali e di una contrattazione efficace, sia a livello nazionale che territoriale. Spinzi ha, inoltre, ribadito l’importanza di inserire stabilmente il tema della sicurezza nei programmi scolastici, in un contesto lavorativo sempre più frammentato tra appalti, subappalti, precarietà e turnazioni spinte.
I dati rilevanti
A supporto delle sue parole, il segretario ha snocciolato i dati Inail aggiornati a fine ottobre. Si registrano 3.855 denunce di infortuni nell’area di Taranto e 2.877 in quella di Brindisi; nell’arco dell’anno si contano 8 infortuni mortali nel territorio ionico e 10 in quello brindisino.
Preoccupanti anche i numeri relativi agli infortuni con menomazioni medio-gravi e gravi: 647 a Taranto e 437 a Brindisi. «Serve una risposta strutturale – ha concluso Spinzi – che tenga insieme prevenzione, formazione continua, contrattazione territoriale, partecipazione attiva dei lavoratori e qualificazione delle imprese».
Al dibattito hanno preso parte anche Franco Gentile, presidente di CNA Taranto Brindisi, il sindaco di Taranto Piero Bitetti e il direttore Inail Puglia Giuseppe Gigante. Presenti, inoltre, con il contributo di testimonianze dirette, i delegati sindacali Ennio Aymonetto (Filca Cisl), Alessandro Caramia (Femca Cisl) e Federico Guadalupi (Fisascat).
Le conclusioni
Infine, è stato dato spazio alle domande delle studentesse e degli studenti, protagonisti attivi del confronto. Nelle conclusioni, il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, ha ribadito che:
«ogni infortunio, ogni malattia professionale e ogni morte sul lavoro rappresentano una ferita sociale che impone una riflessione profonda sul modello di sviluppo e sul valore attribuito alla vita umana. Con oltre 25mila infortuni registrati in Puglia e una media nazionale di 1.010 morti sul lavoro nel 2025, non siamo di fronte a eventi isolati, ma a problemi strutturali legati a precarietà e modelli di lavoro insostenibili».
Castellucci ha, inoltre, evidenziato come l’aumento delle denunce non significhi necessariamente un lavoro più pericoloso. Maggiori segnalazioni sono sinonimo di una maggiore emersione del fenomeno grazie alle campagne di sensibilizzazione.
«La prevenzione – ha ammonito – non è ancora parte integrante dell’organizzazione del lavoro e troppo spesso si interviene solo dopo che il danno è avvenuto». Da qui l’appello a un patto di responsabilità condivisa, nazionale e regionale, che metta la sicurezza al centro delle politiche del lavoro.
«Serve una vera cultura della prevenzione – ha concluso – che inizi fin dalla scuola per formare una nuova generazione consapevole dei propri diritti. Un lavoro dignitoso e sicuro è un diritto di tutti ed è la misura della qualità del nostro sviluppo sociale».
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