I sindacati Cobas, Failm e la corrente Cgil “Radici del Sindacato” chiedono tutele occupazionali certe e un tavolo urgente. Sostegno politico anche dal Movimento 5 Stelle
Durante il sit-in promosso dai sindacati Cobas, Failm e dalla corrente della Cgil “Radici del Sindacato”, i lavoratori hanno visto arrivare all’ingresso del Consiglio regionale il presidente Antonio Decaro. Il governatore ha salutato i manifestanti e ha invitato una delegazione sindacale a entrare per illustrare le ragioni della protesta.
Nel corso dell’incontro, e già all’esterno dei cancelli della Regione Puglia, Decaro ha confermato l’impegno dell’ente a sostenere il superamento dell’attuale Protocollo di intesa, definito debole e inadeguato alla tutela dei livelli occupazionali. Un protocollo che, secondo quanto emerso, dovrebbe essere sostituito da strumenti più stringenti e garantisti, capaci di assicurare certezze ai lavoratori del polo industriale.
I rappresentanti sindacali hanno ribadito la loro posizione, chiedendo al presidente della Regione un sostegno forte e deciso per affrontare la drammatica situazione occupazionale del Petrolchimico di Brindisi. «Già allora – hanno spiegato – eravamo contrari al Protocollo di intesa, come la stessa Regione, chiedendo migliorie e la sottoscrizione di un vero Accordo di Programma». Da qui la richiesta di un tavolo di confronto urgente che coinvolga ENI Versalis, il Governo nazionale, le istituzioni locali e regionali e le organizzazioni sindacali, con il supporto del presidente Sepac Leo Caroli.
Al termine dell’incontro, i lavoratori sono stati raggiunti anche dagli onorevoli Mario Turco e Leonardo Donno, insieme alla capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Maria La Ghezza . I rappresentanti pentastellati hanno confermato il loro appoggio sia in Parlamento sia in Consiglio regionale, proponendo che l’attuale Protocollo di intesa venga trasformato in un Accordo di Programma, indicato come unico strumento realmente in grado di garantire la piena salvaguardia occupazionale nella transizione ecologica dello stabilimento.
Una transizione che, secondo i piani annunciati, dovrebbe prevedere anche la realizzazione di una fabbrica di batterie al litio, ma che, senza adeguate garanzie, rischia di tradursi in un ulteriore indebolimento del tessuto occupazionale.
I lavoratori sono rientrati a Brindisi in attesa della convocazione, attesa nei prossimi giorni, di un tavolo regionale che possa porre fine a quello che viene definito uno “stillicidio occupazionale”. Cobas e Failm hanno infine annunciato che, in assenza di risposte concrete e immediate, sono pronti a proclamare azioni di protesta più incisive, fino al blocco dell’intero Petrolchimico.







