La protesta dei lavoratori dell’ex ilva, contro il piano commissariale, si intensifica con blocchi stradali sulla Statale 100 e 106. Fiom, Fim, Uilm e Usb chiedono risposte concrete e un Tavolo a Palazzo Chigi
La protesta all’ex Ilva continua, durante la notte, lavoratori e delegati sindacali hanno mantenuto i presidi con blocchi interni ed esterni allo stabilimento. Bloccata anche la statale 100 per impedire ai tir di arrivare per i rifornimenti; per questo motivo il traffico è stato deviato su percorsi alternativi.
Per richiamare l’attenzione sulla protesta, durante la serata sono stati esplosi dei fuochi d’artificio e accesi dei falò per creare un riparo dal freddo. Inoltre, questa mattina è avvenuto anche il blocco della statale 106 e dell’area delle imprese del siderurgico.
Le sigle sindacali di Fiom, Fim, Uilm e Usb hanno ribadito che il presidio continuerà fino a quando il governo non risponderà con azioni concrete. La richiesta attuale è di creare un Tavolo unico a Palazzo Chigi. Oltre a questo, è ritenuto fondamentale dai lavoratori e dal Consiglio di fabbrica, il ritiro del piano, ritenuto penalizzante.
Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha visitato il presidio dei lavoratori nella tarda serata di ieri, dove i sindacati gli hanno chiesto formalmente di non presenziare all’incontro fissato per il 5 dicembre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Tale richiesta è motivata dalla decisione del ministro Urso di tenere riunioni separate per i siti del Nord e del Sud, una mossa contestata dalle sigle sindacali che, invece, insistono per l’istituzione di un tavolo unico di confronto che si tenga direttamente a Palazzo Chigi.







