Il convegno ha riunito istituzioni e mondo accademico per definire la strategia anti-contagio per la Xylella. Durante l’evento è stato illustrato anche il piano rigenerazione olivicola da 300 milioni
Si è svolto in questi giorni, nell’Aula consiliare del Comune di Cagnano Varano, il convegno promosso dal Parco Nazionale del Gargano dedicato alla Xylella. L’evento si è tenuto in occasione del trentennale dell’istituzione dell’Ente Parco. Un incontro molto partecipato e denso di contenuti, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, del mondo accademico e delle associazioni di categoria.
Gli interventi
A introdurre i lavori è stato il Commissario Straordinario del Parco, Raffaele Di Mauro, che ha ribadito la gravità dell’emergenza. «Quella della Xylella è un’emergenza che impone il massimo dell’impegno e la più larga collaborazione tra le istituzioni. Non si può sottovalutare il problema né i rischi connessi ai contagi che stanno interessando gli ulivi della Capitanata e del Gargano». Di Mauro ha richiamato alla necessità di una strategia comune e di un monitoraggio continuo, indicando il Parco come “cabina di regia” capace di coordinare enti, agricoltori e decisori politici.
Il parterre dei relatori ha offerto un quadro ampio e articolato. Presenti i parlamentari delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, Giandiego Gatta e Annamaria Fallucchi, insieme a esperti e ai rappresentanti del mondo agricolo, tra cui il presidente del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano Michele Palmieri e il presidente dell’Ordine degli Agronomi e Forestali di Foggia Alfonso Mogavero.
Il piano di rigenerazione
Di particolare rilievo l’intervento dell’on. Gatta, che ha ricordato la propria interrogazione parlamentare sul tema del contagio e ha illustrato il Piano di rigenerazione olivicola della Puglia. Un programma da 300 milioni di euro destinato alla rinascita del patrimonio olivicolo nelle aree colpite e al rafforzamento delle misure preventive.
Gatta ha elencato le 14 misure previste, sottolineando la necessità di una nuova governance nel contrasto alla Xylella. Sono necessarie un maggiore controllo sull’utilizzo delle risorse, pagamenti più rapidi alle aziende colpite e l’eventuale dichiarazione di aree svantaggiate nelle zone più esposte.
La sen. Fallucchi ha, invece, posto l’attenzione sul tema dell’abbruciamento degli sfalci da potatura, oggi sottoposto a vincoli ambientali e paesaggistici particolarmente stringenti sul territorio garganico. Una pratica complessa da sostituire, soprattutto nelle aree difficili da raggiungere, che rischia addirittura di favorire la diffusione del contagio.
La senatrice ha riportato la recente apertura del Ministero dell’Ambiente a una possibile deroga alle limitazioni regionali, in ragione dell’emergenza fitosanitaria, purché il processo sia svolto con metodi sicuri e non dannosi per l’ambiente.
Ampio spazio è stato dedicato anche agli aspetti scientifici e tecnici della prevenzione, dagli espianti alle tecniche di riconoscimento degli insetti vettori sulla vegetazione, dalle certificazioni necessarie per i nuovi impianti alle buone pratiche agronomiche. Su quest’ultimo punto, tuttavia, gli esperti hanno ricordato il dibattito ancora aperto sul rischio di interferenze con la produzione biologica, pilastro dell’olivicoltura di eccellenza del Gargano.
Il convegno si è concluso con un appello alla responsabilità condivisa. «Combattere la Xylella – ha ribadito Di Mauro – significa proteggere non solo l’economia agricola del nostro territorio, ma anche un patrimonio di storia, identità e cultura rappresentato dagli uliveti secolari del Gargano». Una sfida che richiede unità, rapidità d’azione e una strategia che sappia unire competenze scientifiche e supporto istituzionale.







