Sanità brindisina, scontro Caroli-Amati sull’internalizzazione della RSA di Ostuni

Il consigliere regionale Luigi Caroli (FdI) accusa l’assessore Fabiano Amati di voler penalizzare la sanità di Brindisi con l’internalizzazione della RSA di Ostuni, temendo tagli di personale e aumento dei costi; Amati replica che la scelta non è politica ma obbligata dalle leggi nazionali e regionali, che impongono il passaggio alla gestione pubblica a partire dal 1° ottobre per evitare la chiusura della struttura

In una nota il consigliere regionale e coordinatore provinciale BR di Fratelli d’Italia, Luigi Caroli, ha affermato che Amati starebbe per dare un duro colpo alla sanità di Brindisi. Difatti, secondo il consigliere, Amati, sostituendosi all’assessore alla Sanità Raffaele Piemontese, avrebbe deciso che in alcune strutture si debba procedere con l’internalizzazione.

Si tratta di strutture, come l’RSA di Ostuni, che sono gestite da privati e che in questo modo passeranno all’ASL. Secondo Caroli, questo processo potrebbe diventare un pericolo per la sanità pubblica. Il coordinatore provinciale si appella agli altri consiglieri regionali di maggioranza, ovvero Mauro Vizzino, Maurizio Bruno e Alessandro Leoci, affinché possano esprimere la loro opinione sui fatti.

Caroli sostiene che con l’internalizzazione si ridurranno le unità previste nel Piano Triennale del Fabbisogno di Personale 2022/2025. Quindi per poter dare personale all’RSA di Ostuni, si toglieranno operatori alle strutture sanitarie di Brindisi.

Ad oggi la carenza di personale è un dramma, ma così facendo, secondo il consigliere, tutto questo diventerà un incubo per la sanità, facendo peggiorare i servizi offerti. Ma non solo, Caroli ritiene che con questo processo ci sarà anche un aumento consistente dei costi.

LA DIFESA DI AMATI

Il consigliere e assessore regionale, Fabiano Amati, con una dichiarazione ha affermato di starsi attenendo solo alle leggi italiane, le quali lo starebbero obbligando ad agire anche sulla sanità pubblica. Difatti, le norme escludono la possibilità di proroghe per la gestione privata e impongono la scelta dell’internalizzazione.

Questo significa, ha spiegato Amati, che a partire dal 1° ottobre l’attività della RSA di Ostuni dovrà essere internalizzata. Se così non fosse, bisognerebbe attuare la dismissione della struttura dalla proprietà pubblica. Per questi motivi l’assessore ha chiesto l’intervento dei dirigenti della Regione Puglia sulla vicenda.

Citando i casi di Lecce (Campi Salentina), Foggia (Troia e San Nicandro) e Ceglie, Amati dichiara che l’internalizzazione è la strada giusta da prendere. In quei casi sottolinea l’assessore «Il Consiglio regionale è intervenuto con una legge-provvedimento solo per dare una scossa a fronte dell’inerzia amministrativa, ma la legge statale e le norme regionali già vigenti avrebbero comunque imposto lo stesso esito: il transito nella gestione pubblica».

Come è avvenuto per i suddetti casi, anche ad Ostuni è necessario procedere con il transito del personale. Questo verrà assunto con contratto a tempo determinato. Ovviamente fino a quando non sarà indetto un concorso che porterà all’assunzione di questo o altro personale.

Da queste dichiarazioni di Amati, dunque, si evince che il tempo sta stringendo. Quindi è necessario agire, senza ritardi e senza dare interpretazioni personali, perché afferma il consigliere «La legge è chiara e obbliga tutti».

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