Bari, operativo in tutta l’ASL l’infermiere di processo nei Pronto Soccorso

Un progetto che prende avvio, pensato per migliorare l’informazione ai pazienti e prevenire tensioni e aggressioni nelle aree di emergenza-urgenza. Sono quasi 200 gli operatori formati per svolgere la mansione

Una nuova figura professionale, riconoscibile e formata, è diventata parte integrante dell’organizzazione dei Pronto Soccorso della ASL Bari: l’infermiere di processo. Gli operatori sono attivi in tutte le strutture di emergenza della provincia. Questo nuovo profilo si pone come punto di riferimento per pazienti e familiari, facilitando il dialogo e migliorando l’accoglienza.

Dotati di tablet e facilmente individuabili, quasi 200 operatori sono stati adeguatamente formati per comunicare con gli utenti, fornendo aggiornamenti costanti e precisi sull’iter clinico, rispondendo alle domande e contribuendo così a ridurre il rischio di aggressioni e tensioni in corsia.

Il direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio, ha dichiarato: «Parlare con le persone in attesa e anche saperle ascoltare è utilissimo per gestire un momento così delicato. Fornire informazioni tempestive e corrette è anch’esso un atto di cura che restituisce valore alla dimensione umana del dialogo».

L’infermiere di processo agisce come “facilitatore” tra sala d’attesa e triage, aggiornando i familiari del paziente, raccogliendo segnalazioni e gestendo le richieste di informazioni. Il servizio è attivo ogni giorno dalle 8 alle 20. L’operatore potrà dare informazioni per l’intera durata della permanenza del paziente in Pronto Soccorso, dall’ingresso alla dimissione o al ricovero.

La sua istituzione è parte integrante delle Linee Guida Hospitality del Sirgisl, il Sistema regionale integrato di gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro. Con questo progetto si risponde a un’esigenza concreta: migliorare l’ambiente in cui operano i professionisti della salute e garantire un’assistenza più umana e comprensibile.

Ad esprimere il suo gradimento anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Ha dichiarato: «È uno degli snodi fondamentali nella prevenzione delle aggressioni agli operatori. Abbiamo voluto fortemente questa figura perché crediamo che un operatore formato e capace di gestire situazioni complesse sia un elemento chiave per migliorare il sistema».

La formazione, specifica e mirata, ha coinvolto anche oltre 70 operatori sociosanitari e ausiliari, per rafforzare l’intera catena dell’accoglienza. Secondo Mauro Martucci, responsabile del Servizio delle professioni sanitarie ospedaliero-territoriali, è fondamentale il contributo dei professionisti con esperienza nei Pronto Soccorso. Questi sono, infatti, capaci di interpretare al meglio le dinamiche e i flussi clinici-assistenziali tipici dell’emergenza-urgenza.

Con l’introduzione dell’infermiere di processo, la ASL Bari non solo compie un passo avanti in termini di sicurezza e qualità dell’assistenza, ma rinnova anche il suo impegno verso una sanità più vicina alle persone, fondata sul rispetto, sull’ascolto e sulla relazione.

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