Canosa di Puglia: Maurizio Landini (CGIL) attacca Meloni «Parole irresponsabili sul referendum»

Durante una visita al centro studi e ricerche di Farmalabor, a Canosa di Puglia, Landini ha commentato: «È come dire che si va a messa e poi non si entra in chiesa. Le parole della premier sono sorprendenti, perché invitano di fatto a non votare. È un atto irresponsabile»

Il tour pugliese del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, è cominciato con un duro attacco alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in merito alle sue dichiarazioni sui referendum sul lavoro. Durante una visita al centro studi e ricerche di Farmalabor, a Canosa di Puglia, Landini ha commentato: «È come dire che si va a messa e poi non si entra in chiesa. Le parole della premier sono sorprendenti, perché invitano di fatto a non votare. È un atto irresponsabile».

Le critiche si riferiscono all’intenzione espressa da Meloni di recarsi alle urne ma senza ritirare la scheda referendaria. Una posizione che, secondo Landini, vanifica lo strumento democratico del referendum: «È paradossale. È come andare al supermercato senza fare la spesa o andare al cinema senza entrare in sala. Andare al seggio e non votare significa lasciare tutto com’è: la precarietà, i subappalti, tutte quelle condizioni che il referendum vuole cambiare».

Landini ha anche ricordato come le parole della premier siano arrivate in coincidenza con la Festa della Repubblica, «nata proprio da un referendum e dal primo voto a suffragio universale, in cui votarono anche le donne».

Sostegno al referendum è arrivato anche da altre voci del centrosinistra e del sindacato. Francesco Boccia, presidente dei senatori del PD, ha dichiarato:
«I referendum pongono cinque domande fondamentali. Cinque sì rappresenterebbero un passo avanti verso un’Italia più giusta. Non è una battaglia ideologica o di parte, riguarda tutti».

Gigia Bucci, segretaria della Cgil Puglia, ha sottolineato il valore sociale e trasversale delle consultazioni:
«Il lavoro è al centro di questi quesiti, e riguarda tanto i lavoratori quanto le imprese. Se i lavoratori stanno bene, crescono anche le aziende, l’occupazione e lo sviluppo. Lavoro e cittadinanza sono le basi per una vita dignitosa per tutti».

Landini ha ribadito l’importanza della partecipazione al voto, auspicando il raggiungimento del quorum:
«Credo che molti cittadini desiderino un cambiamento vero, che finora non si è visto. Il referendum è uno strumento per indicare una rotta diversa rispetto a politiche sbagliate portate avanti dai governi degli ultimi anni. Vogliamo dare un segnale chiaro al Parlamento e all’esecutivo».

Secondo il leader della Cgil, le attuali regole su appalti e subappalti «favoriscono chi vuole aggirare le regole, non chi lavora seriamente per far crescere il Paese. Dobbiamo investire sul lavoro e su chi fa impresa con onestà».

Infine, ha lanciato un appello agli astenuti:
«Il nostro obiettivo è convincere anche chi ha perso fiducia nella politica e ha smesso di votare. Questi referendum non sono contro qualcuno, ma per migliorare le condizioni di chi vive del proprio lavoro. La precarietà e le furbizie che dominano il mercato del lavoro stanno spingendo via dal Paese molti giovani e competenze: è il momento di dire basta».

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