Tra assalti paramilitari, sequestri familiari e territori lasciati senza risposte, la Puglia vive un’escalation di violenza che mina fiducia, sicurezza e tenuta sociale

In Punta di Penna – L’editoriale di Alessandro Nardelli, Direttore di In Puglia 24. Tra assalti paramilitari, sequestri in casa e comunità lasciate senza risposte, la puglia vive un’escalation di violenza che mina fiducia, sicurezza e tenuta sociale

Ancora una volta la Puglia si ritrova a fare i conti con una violenza che non è più episodica, ma strutturale, metodica, quasi scientifica. L’assalto con una ruspa all’ufficio postale di San Ferdinando di Puglia rappresenta l’ennesimo salto di qualità di una criminalità che non teme nulla e nessuno. Non solo il tentativo di sradicare un bancomat, ma la devastazione di un intero edificio, dichiarato inagibile, e l’isolamento di una comunità che da un giorno all’altro si trova privata di un servizio essenziale.

L’aspetto più inquietante non è soltanto l’uso di una ruspa come ariete contro un presidio pubblico, ma il disegno complessivo: il blocco del cancello della caserma dei carabinieri, i mezzi incendiati lungo le vie di fuga, l’azione coordinata per impedire ogni intervento. Un messaggio chiaro, diretto, spavaldo. Una dimostrazione di forza che colpisce non soltanto le strutture, ma la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. «È stato un attacco spudorato all’Arma, alle Istituzioni e a tutti noi», ha affermato il sindaco Lamacchia. E non si può che condividere.

Negli stessi giorni, dall’altra parte della regione, Ostuni è stata teatro di un’altra terribile violenza: un medico stimato è stato aggredito e sequestrato insieme alla sua famiglia per costringerlo ad aprire la cassaforte. Una scena che sembra provenire da un’altra epoca, da un’altra geografia, e che invece accade nelle nostre strade, nei nostri quartieri, nelle nostre case.

La domanda che ci poniamo, e che molti cittadini iniziano a porsi, è semplice e terribile: stiamo davvero entrando in una fase in cui la sicurezza individuale non può più essere data per scontata? La risposta, oggi, non è rassicurante.

Intanto, questa volta nella BAT, è stato annunciato l’ennesimo comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Servirà? Difficile dirlo. Quello che è certo è che i cittadini non percepiscono più alcuna protezione reale. Ogni nuovo episodio alimenta la sensazione di vulnerabilità, di esposizione, di solitudine.

La criminalità mette in campo le modalità e i mezzi peggiori e la comunità resta ferma, spaesata, spesso lasciata sola ad affrontare conseguenze che vanno ben oltre la cronaca.

La paura, oggi, non nasce solo dai fatti, ma dall’impressione che questi fatti non siano più eccezioni. E quando la paura penetra nelle abitudini quotidiane, allora una società inizia davvero a scricchiolare.

Il rischio più grande non è solo la violenza in sé, ma l’assuefazione. Il convincersi che “va così”, che dobbiamo conviverci, che non c’è alternativa. Ed è proprio questo che non possiamo permetterci. Perché il giorno in cui smetteremo di indignarci, sarà il giorno in cui avremo davvero perso.

Foto ANSA PUGLIA

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