Operazione “Oppidum”: 30 arresti ad Andria per spaccio di droga

Una fitta rete di pusher organizzata in sei zone della città, smascherata dalla Polizia di Stato grazie a pedinamenti, intercettazioni e sistemi di videosorveglianza. Tra gli indagati anche una donna; applicato il Daspo sportivo “fuori contesto”

È stata battezzata “Operazione Oppidum” l’indagine della Squadra Mobile della Questura di Andria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, che ha portato all’arresto di 30 persone accusate, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli indagati, tutti residenti ad Andria e con età compresa tra i 19 e i 64 anni, sono stati raggiunti da ordinanze di custodia cautelare: 20 condotti in carcere e 10 posti ai domiciliari. Coinvolta anche una donna. Complessivamente, i capi d’imputazione contestati sono 87.

Le indagini, iniziate nel gennaio 2024, hanno permesso di ricostruire l’attività di sei gruppi criminali che gestivano altrettante zone di Andria: San Valentino, villa comunale, centro storico, Monticelli, Sacro Cuore e viale Virgilio.

«Il termine Oppidum non è casuale: volevamo evidenziare la struttura chiusa e organizzata di questo sistema, simile a una roccaforte dello spaccio», hanno spiegato gli inquirenti in conferenza stampa.

Gli investigatori hanno documentato la vendita di cocaina, marijuana, hashish ed eroina. I clienti contattavano un “centralinista” che fissava luogo e ora dell’incontro. La consegna avveniva in modo rapido, anche durante le attività quotidiane, con l’uso di monopattini o bici elettriche.

Attraverso intercettazioni e videosorveglianza, gli agenti hanno registrato scambi persino in luoghi pubblici frequentati, come un distributore di carburante. «Vieni alla benzina, sto facendo nafta», è una delle conversazioni intercettate, poi confermata dalle immagini che mostravano la cessione di droga.

Durante i blitz, sono stati sequestrati quantitativi diversi di cocaina, eroina, hashish e marijuana. Complessivamente sono state contestate 55 violazioni.

Il Questore della BAT ha applicato a tutti gli indagati il Daspo sportivo “fuori contesto”, misura di prevenzione che vieta la partecipazione a manifestazioni sportive anche per reati commessi al di fuori dell’ambito sportivo. «L’obiettivo è impedire infiltrazioni criminali nelle tifoserie e proteggere la sicurezza pubblica», ha sottolineato la Questura.

L’operazione rappresenta un colpo significativo alla criminalità locale e al narcotraffico. «È il risultato di due anni di indagini serrate, con appostamenti e tecnologie innovative come il monitoraggio da remoto», hanno dichiarato gli investigatori, ringraziando la Procura di Trani per il costante supporto.

L’inchiesta “Oppidum” segna un passo importante verso la tutela della legalità e della vivibilità della città di Andria, fortemente segnata dal fenomeno dello spaccio.

La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Grazia Di Bari, ha espresso soddisfazione e gratitudine per l’esito dell’inchiesta: «Ringrazio le investigatrici e gli investigatori della Sezione Antidroga della Questura BAT e la Procura di Trani. Dietro questi risultati ci sono competenza, sacrificio e dedizione silenziosa. Aver smantellato questa rete significa garantire più sicurezza ai cittadini».

Di Bari ha poi richiamato l’attenzione sull’importanza di non fermarsi alla repressione: «Lo Stato deve continuare a far sentire la sua presenza, perché il fenomeno criminale per troppo tempo è stato sottovalutato. Dopo questi arresti occorre mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione, sostenere le famiglie colpite dalla dipendenza e offrire percorsi di recupero ai più giovani».

La consigliera ha infine sottolineato la necessità di una strategia condivisa: «Servono azioni integrate che coinvolgano istituzioni, scuole, associazioni e forze dell’ordine per interrompere le filiere dello spaccio e restituire sicurezza e vivibilità alle nostre strade e piazze».

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